Taranto, “Tamburi come Scampia”: 13 arresti per droga

Tamburi come Scampia, con le “case parcheggio” centro nevralgico per lo spaccio di droga. Un punto di riferimento per clienti, per lo più medio borghesi, che arrivavano dal materano, da Bari e da Brindisi. 13 arresti sono stati eseguiti dai Carabinieri di Taranto. Le accuse, associazione per delinquere ai fini dello spaccio e detenzione di droga e di armi. La droga più in voga la polvere bianca, la cocaina. Ma giravano anche eroina e hashish.

Arrivava da Torre Annunziata (Napoli), da Bari e da Grottaglie la droga, gestita da Francesco Vitale e dalla moglie Rosa De Leonardo. La coppia si occupava di tutto: dal rifornimento al trasporto, alla suddivisione. Non si fidavano di nessuno, sebbene la struttura del sodalizio fosse ben articolata. Lui, Vitale, dai famigliari stessi era considerato il Re dello spaccio, come si evince da una intercettazione tra la moglie e la figlia. Una famiglia che si definisce nobile, di alto rango. Ovviamente solo in tema di spaccio: da qui il nome dell’operazione “sangue blu”.

Gli arresti sono stati convalidati dal Gip del Tribunale di Lecce Michele Toriello, su richiesta del pm della DDA di Lecce Alessio Coccioli. Nove sono finiti in carcere, oltre al boss e alla consorte: Gaspare Bevilacqua, Cataldo Catapano, Francesco De Bartolomeo, Michele Derchia, Alessandro e Girolamo Masella, Angelo Pizzoleo. Quattro ai domiciliari: Alessandro Castiglione, Leonzio Fontana, Tiziano Galileo e Diego Vestita. Una cinquantina sono gli altri indagati. Sequestrati, infine, due chili di cocaina, un etto di eroina, e 15mila euro in contanti.

“Non è stato facile lavorare ai Tamburi – ha detto il comandante Tadoldi – un territorio impervio nel quale, nonostante il lavoro in borghese, eravamo comunque riconosciuti. Ma con questi arresti abbiamo tamponato il fenomeno e dato un segnale forte della nostra presenza”.

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