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Taranto, sgomberato il palazzo conteso da italiani e migranti

Via Plinio, a Taranto: il campo di una partita dolorosa. Tra persone bisognose tutte di un tetto: da una parte gli immigrati, dall’altra le famiglie tarantine. Una decina circa, le quali hanno occupato l’edificio. Si tratta di ex uffici comunali, chiusi da anni.

Lo sgombero e’ stato solo l’epilogo di oltre 24 ore di protesta, e di presidi delle Forze dell’ordine. Ieri, giovedì 16 marzo, si è diffusa la notizia che una cooperativa di accoglienza per i migranti stesse chiudendo l’accordo con la proprietà dello stabile per riceverlo in locazione e, successivamente, adibirlo a centro di accoglienza per migranti a quanto pare minori.

Una notizia che fin da subito e’ apparsa come un’ingiustizia a tante famiglie che in più occasioni avevano chiesto al Comune un alloggio. Stupisce la presenza copiosa di bambini. I più piccoli sono con le mamme, nelle case, affacciate ai balconi. I maggiori, ma pur sempre a mala pena adolescenti, sono in strada con i padri o con altri parenti. “Non scendere, qualunque cosa ti dicano”, urla chi è rimasto giù. Si riferiscono agli uomini della Polizia, entrati per riportare la situazione all’ordine. E alle assistenti sociali che cercano di mediare, soprattutto a tutela dei minori. La tensione aumenta quando viene piazzata la pila di tufi lungo gli ingressi, per murarli.

Non si vedono arrivare esponenti politici. Solo in serata giunge il vice sindaco Lucio Lonoce, il quale pure cerca di acquietare i toni. Sulla vicenda è intervenuto con una nota il consigliere comunale di Forza Italia Giampaolo Vietri: i residenti temono «che l’arrivo di alcune centinaia di migranti possa peggiorare ulteriormente la qualità della vita in un quartiere scarsamente illuminato e già teatro di atti vandalici». Dai racconti sul posto, pare che alcuni commercianti del quartiere avessero avviato una raccolta firme da presentare al Prefetto contro l’eventuale presenza di immigrati.

Alla fine, arriva il momento dello sgombero. Via Salinella e via Plinio sono chiuse al traffico. Dai mezzi delle Forze dell’ordine. E dalle file di cassonetti ribaltati e svuotati in strada. Lentamente la situazione rientra. Il proprietario dello stabile ha presentato la querela per occupazione abusiva. Una partita dolorosa. Da una parte il dramma di quei bambini delle famiglie “senza lavoro e senza casa”. E, dall’altra, di quegli altri bambini, perché di minori si sarebbe trattato, arrivati dal mare.

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