Aeroporto di Grottaglie per i voli suborbitali. E hub del Mediterraneo

L’aeroporto Arlotta di Grottaglie diventi Port Authority d’Italia: la sinergia tra scalo aeroportuale e Porto di Taranto puo’ fornire un sistema di logistica integrata al centro del Mediterraneo. Un obiettivo possibile, previa l’estensione normativa delle esenzioni doganali e l’adeguamento delle infrastrutture.

La Regione Puglia propone inoltre l’aeroporto tarantino per la sperimentazione dei voli suborbitali. Quello di Grottaglie, ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano all’incontro con l’Enac di ieri mattina a Roma, e’ “un aeroporto che può essere utilizzato per voli civili, per sperimentazioni industriali, per voli cargo. E la sperimentazione dei voli suborbitali, significa mandare aerei a 100 km di quota in modo da sfruttare questa angolatura per accelerare viaggi intercontinentali di merci e persone. È chiaro che si tratta di un processo industriale che si coniugherebbe molto bene con tutto il distretto aerospaziale che gravita intorno a Grottaglie”.

“Taranto ha le carte per uscire dalle secche della monocultura dell’acciaio – aggiunge il consigliere regionale Mazzarano, firmatario insieme a Pentassuglia della mozione sul rilancio dell’Arlotta. “È la pista più lunga del sud Europa. Dobbiamo uscire dalla contrapposizione tra vocazione industriale e voli civili”. “E’ necessario – conclude – istituire un tavolo permanente, anche con le associazioni, per confrontarsi e garantire continuità ai nostri progetti”.

“C’è grande attenzione della comunità internazionale sull’Arlotta – dichiara Pierluigi Di Palma, presidente Centro studi Demetra – Roberto Vittori ad esempio, nostro astronauta di riferimento, sostiene l’idea di guardare a Grottaglie come Spazioporto. Un settore che porterebbe contratti per oltre duecento milioni di euro”.

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