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Ilva, Riva bis? Confindustria Puglia: “Il rischio c’è”, più cauto Cesareo

“A Taranto resta un comparto industriale fortemente deprivato di liquidità, derivante dai crediti pregressi dall’amministrazione straordinaria, e che creano maggiori difficoltà rispetto al resto del Mezzogiorno”. Cauto il presidente Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo, pur apprezzando la volontà di ripresa comunicata dal ministro De Vincenti che annuncia fondi per il Sud per 124 miliardi. E auspica nell’applicazione dei modelli di Industria4.0 e della nuova pianificazione 2014-2020 anche per Taranto. Il momento è delicato. La sfida tra indiani (Jindal) e francesi (Arcelor Mittal) è sulla decarbonizzazione e sui livelli di produzione.

Nel frattempo si teme che il governo possa ricommettere l’errore già fatto con i Riva. “Se il Governo intende svendere l’ILVA così come fece con i Riva – ha affermato qualche giorno fa il segretario nazionale FIOM Cgil Rosario Rappa – lasciando al territorio il disastro occupazionale e ambientale, sappia sin da ora che ci metteremo di traverso”. Il presidente Confindustria Puglia, Domenico Favuzzi ammette che il rischio c’è: “Esistono questi pericoli, ma ci impegneremo a vigilare perché non accada”. “Se il governo sta dando priorità al piano ambientale su quello industriale – afferma invece Cesareo – vuol dire che non si vogliono ripetere errori”.

Altro timore riguarda la possibilità di ridimensionamento dell’Ilva, e quindi gravi tagli occupazionali. 5mila sono i lavoratori al momento in cassa integrazione. La leader nazionale Cgil Susanna Camusso ha parlato di chiari segnali della volontà di ridurre il polo siderurgico. Cesareo: “Bisogna conoscere prima i piani industriali”.

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