Taranto,sottoposto a Tso confessa di aver ucciso la madre

Ha confessato di aver ucciso la mamma, parlando con il personale del 118, dopo un trattamento sanitario obbligatorio, nel tragitto verso l’ospedale.

Giovanni Diofano, 47 anni, con evidenti disagi psichici, ha spiegato di aver strangolato la madre con la quale viveva al secondo piano di via Lago di Monticchio edificio 7 scala V. Lucia Mattarelli, vedova, aveva 76 anni.

Stando alle prime ricostruzioni dei Carabinieri, dopo aver commesso l’omicidio è fuggito a Statte, dove anni fa aveva vissuto. Da lì è stato richiesto, pare da alcuni commercianti, l’intervento del 112.

Rispondendo alle domande circa la famiglia, l’uomo ha candidamente raccontato dell’omicidio. I militari della sezione scientifica, il magistrato Remo Epifani ed il medico legale Marcello Chironi, hanno proceduto al sopralluogo per accertare i fatti. Una prima ispezione cadaverica ha permesso di appurare la presenza di segni sul collo, compatibili con lo strangolamento. Sara’ la Procura a disporre  l’autopsia.

Stando alle testimonianze di alcuni vicini, il presunto omicidio potrebbe essere stato compiuto intorno alle 6:30 del mattino. Raccontano infatti di aver “udito a quell’ora le urla, le richieste di aiuto e il tonfo di una caduta”. Non sono intervenuti però perché, spiegano, “le liti erano frequenti”. Anche le forze dell’ordine confermano che non è la prima volta che l’uomo fosse sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Pare facesse uso di psicofarmaci. Problemi che anni fa gli hanno fatto perdere un posto da guardia giurata.

Diofano è stato interrogato per ore e, infine, sottoposto a fermo presso l’ospedale Moscati.

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