Gara Consip Regione Basilicata, Rosa (Fratelli d’Italia): dubbi sulle procedure di reclutamento

Gianni Rosa - Consigliere Regionale Fratelli d'Italia

Gianni Rosa – Consigliere Regionale Fratelli d’Italia

La tentazione della politica lucana di foraggiare il sistema delle clientele attraverso i cococo è troppo forte. Tanto da spingere la Regione a duplicare le procedure per reclutare collaboratori per i servizi di assistenza tecnica per l’esercizio e lo sviluppo della funzione di sorveglianza e audit dei programmi cofinanziati dall’Unione Europea. E’ quanto scrive in un comunicato il Consigliere regionale lucano di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, Gianni Rosa. Da un lato – dice – si partecipa ad una gara Consip per un importo di € 818.400,00 più IVA per il triennio 2016 – 2018; dall’altro si pubblica un avviso per la selezione di soli 5 incarichi di collaborazione coordinata e continuativa, per i medesimi servizi, per soli due anni e per un importo totale di € 900.000,00. Abbiamo chiesto con una interrogazione al Governatore lucano Pittella perché non si è provveduto ad attivare il contratto con la vincitrice della gara Consip. La scusa avanzata dal Governo, si legge – dice l’esponente di Fratelli d’Italia – è quella di “ottemperare … al “requisito relativo all’adeguatezza della struttura organizzativa”. Ma non c’è un contratto da attivare per i medesimi servizi? – chiede il Consigliere. Leggendo la determina – che approva l’avviso parrebbe di no. Dimenticanza? Tuttavia, la motivazione della carenza di organico non regge. Il capitolato di appalto della gara Consip – sottolinea Gianni Rosa – prevede la possibilità di attivare figure aggiuntive. Inoltre, perché prolungare i tempi con un avviso pubblico quando è già stato approvato un contratto e si deve procedere solo alla sua stipula? Forse perchè i nomi dei fortunati si sanno già? Forse perché questo avviso si concluderà a tempo di record? Non ci sfugge, infatti – conclude il Consigliere – che i contratti di collaborazione devono essere attivati entro il 31 dicembre. Da gennaio, la Regione non potrà più concludere co.co.co.

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