Sisma Amatrice, l’addio di Crispiano a suor Anna

image“L’avere in mezzo a noi le spoglie di suor Anna ci dice che il terremoto non è lontano e che tanti fratelli e sorelle sono bisognosi del nostro aiuto e del nostro conforto, per mezzo di suor Anna le persone colpite oggi sono ancora più vicine”. Così il vescovo di Taranto, mons Filippo Santoro, nella omelia durante la messa per il funerale di suor Anna Serio, morta ad Amatrice. La cerimonia e’ stata celebrata nella Chiesa di San Michele arcangelo. Presenti il sindaco di Crispiano Egidio Ippolito. Poi poche persone raccolte, tra cui il fratello e la cognata della suora.

“Anche oggi suor Anna dell’Istituto delle Ancelle del Signore, in questo viaggio di ritorno nella sua San Simone, sembra dirci “non dimenticatevi dell’opera che ho servito”; “non dimenticatevi di Amatrice e dei paesi toccati dal sisma”.

“La vita di suor Anna è stata una vita semplice – prosegue il vescovo- resa speciale dall’incontro con Gesù che in lei ha suscitato il desiderio di consacrarsi.
Ricevette il battesimo nella chiesa madre di Crispiano dall’allora parroco don Pietro de Felice il 12 aprile 1942. Il sacramento della cresima le fu amministrato il 4 novembre 1956 nella Cattedrale di Taranto. Studiò presso le scuole delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Martina Franca. Lì, come ella stessa racconta in una significativa testimonianza, conobbe l’amore di Dio e la bellezza della preghiera.

Fu a Matera presso le Ancelle che si destò in lei il desiderio di donarsi completamente al Signore, quasi trascinata dall’esempio amorevole delle suore di quest’istituto, che nell’immediato dopoguerra si occupavano dei bambini indigenti. Così, in provincia di Rieti, ad Amatrice, dove ha consumato i suoi giorni a servizio degli ultimi, fu accolta come aspirante ed emise la sua professione religiosa 10 settembre1968, nell’istituto fondato da don Minozzi, del quale seguirà per tutta la vita il carisma del servizio ai poveri.

Così suor Anna scrive: “Alla luce della mia semplice e povera storia vocazionale, vorrei invitare tutti –e i giovani in particolare – ad aprire le porte del cuore a Cristo e di non aver paura di seguirlo ad essere forti e generosi testimoniando con la vita l’amore per Dio e per i fratelli. Gesù ci ama e ci rende felici. Seguiamolo”.

Il terremoto ha ridotto in polvere i centri storici della nostra Italia, ma le vittime non sono scomparse nel nulla perché Cristo ha unito al sangue delle vittime il suo; si è fatto vicino come fratello , padre e Redentore.

E ci spinge a ricostruire, a ripartire da subito. Per la mia esperienza so che dopo che si sono spenti i riflettori dei mezzi di comunicazione viene la vera sfida.

Lì dove né malattia, né calamità, né morte potranno mai separarci da chi ha dato la vita per noi. Nel Signore risorto infatti nulla è perduto.

Preghiamo per suor Anna e per tutte le vittime del terremoto, per i parenti che piangono la morte dei loro cari, preghiamo per la ricostruzione e impegniamoci fattivamente fornendo degli aiuti concreti. La colletta del 18 settembre di tutte le parrocchie italiane è un appuntamento importante che non possiamo mancare insieme a tutte le altre iniziative che la Caritas vorrà indicarci. Lo dobbiamo fare per amore di Dio e oggi incoraggiati anche dalla buona testimonianza di questa nostra sorella che affidiamo alle braccia misericordiose del suo Sposo.”

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