Magdi Cristiano Allam a Nova Siri con “Islam siamo in guerra”

imageSiamo in guerra sono le parole testuali del presidente francese Francois Hollande, dopo gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi”. Magdi Cristiano Allam presenta il suo ultimo libro “Islam siamo in guerra” a Nova Siri (MT), nella sala convegni dei Giardini d’Oriente. Parte da Parigi per giungere ad illustrare il suo pensiero. In sintesi: “L’Islam e’ incompatibile con tre punti imprenscindibili per la pace: la sacralità della vita di tutti, senza escludere nessuno; la pari dignità tra uomo e donna; la libertà di scelta, senza rischiare la condanna a morte per apostasia”.

“Nessuna mancanza di rispetto – chiarisce – nei riguardi dei musulmani come persone. Ma l’Islam può essere moderato solo se laico: chi antepone Maometto alla ragione, diventa estremista”. Siamo in guerra, poi, per il giornalista, perché pecchiamo di buonismo e facilità nell’accesso dei terroristi in occidente. “Le frontiere non possono essere incondizionatamente aperte”. Attraverso il fenomeno dell’immigrazione, infatti, “e’ verosimile che arrivino terroristi. I barconi sono via facile per giungere in Italia, e in Europa, senza documenti, trovando vitto e alloggio”. Punto per il quale si rivolge al ministro dell’Interno Angelino Alfano: “L’espulsione dopo l’arresto provoca un doppio errore: colpiamo quella che è solo la punta dell’iceberg, senza mirare a ciò che c’è dietro, alla fabbrica del terrorismo; sottovalutiamo, appunto, che siamo in guerra, e se non ci difendiamo, rischiamo di essere sottomessi”. “E’ estremamente arduo combattere il terrorismo: siamo di fronte a cellule singole, votate al martirio in quanto hanno subito una mutilazione sul piano mentale e affettivo”. Attraverso gli attentati diffondono insicurezza e paura: “Sanno che sul campo, numericamente, perderebbero. Per questo fanno leva sul terrore”.

“Non dobbiamo fare la guerra ai musulmani – sottolinea più volte – ma dobbiamo salvare il nostro inalienabile diritto di essere noi stessi a casa nostra, dove legittimamente beneficiamo in via primaria delle risorse disponibili”.

In chiusura dell’incontro l’esperienza personale: “Ho conosciuto dall’interno Islam e Cristianesimo. Mi sono chiesto quale fosse la religione vera. E ho concluso che possiamo pervenire alla verità solo guardando in faccia alla realtà senza infingimenti e pregiudizi ideologici. Dobbiamo essere spiriti liberi. E la libertà non può che fondarsi sulla verità”.

Hanno preso parte al tavolo, l’organizzatore dell’incontro Antonio Minonne, presidente di Comunità e tradizione; Amedeo Carella, presidente dell’associazione Radici; Pino Suriano, presidente della Società Dante Alighieri; Antonello De Santis, presidente della Rete Italia Ionica e padrone di casa con Giuseppe Nitti.

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