Sanità. “Dissenso” tra la Quarta commissione e il Dipartimento.

 

Luigi Bradascio - Consigliere Regionale (Pittella Presidente)

Luigi Bradascio – Consigliere Regionale (Pittella Presidente)

Il Programma straordinario triennale per la disabilità e gli indirizzi per la definizione dei tetti di spesa per il 2016/2018 da assegnare alle strutture private accreditate sono stai al centro dei lavori della quarta Commissione consiliare, presieduta da Luigi Bradascio (Pp). Nel corso dei lavori, l’assessore al ramo, Franconi e il dirigente del dipartimento Pafundi hanno illustrato le due delibere di Giunta regionale.

Tre milioni di euro per ogni anno del triennio 2016/2018, è la somma messa a disposizione per attuare gli interventi per il piano della disabilità, per il quale è stata costituita presso il dipartimento Politiche della Persona, una Cabina di regia . Al programma critiche sono arrivate dai consiglieri di opposizione Napoli e Rosa.

Per i tetti di spesa invece è previsto uno stanziamento complessivo di 25 milioni di euro, da assegnare sulla base di diversi criteri. Ma sulla medicina sanitaria privata accredita si è registrato un dissenso tra la Commissione ed il Dipartimento “perché – ci ha spiegato telefonicamente il consigliere Bradascio – registriamo un atteggiamento conservatore, mentre è nostra intenzione muovere un mondo cristallizzato”.

Il consigliere e presidente della Commissione ci ha anche riferito di voler prestare una particolare attenzione, insieme al collega Spada, riguardo al tema della immigrazione sanitaria, dal momento che Matera potrebbe essere penalizzata. Già ieri Bradascio – come riporta una nota – invocava una maggiore collaborazione tra dipartimento e Commissione consiliare: “Ci troviamo alla vigilia di una variazione importante nell’ambito sanitario. Una riforma che ci chiede l’Europa ma anche i cittadini. Il sistema – ha detto – ha bisogno di una messa a punto, bisogna avere il coraggio di fare delle scelte, di individuare le priorità e trasferire le risorse là dove è necessario”; e, infine Bradascio, chiudendosi i due anni di presidenza ha anche auspicato un cambio ed un successore del Pd per proseguire il lavoro avviato in commissione.

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