Ferrosud, Fim Fiom e Uilm preoccupati per la situazione aziendale

FerrosudEsprimono preoccupazione i sindacati Fim, Fiom e Uilm per il silenzio assordante calato sul futuro dell’azienda e di oltre un centinaio di addetti. La discussione – dicono – è ferma da due mesi e l’incontro che avrebbe dovuto tenersi entro il 20 gennaio non è mai stato convocato dalla Regione Basilicata. Diverse le questioni sul banco – sottolineano – la mancanza di un piano industriale in grado di dare solidità all’impresa, la definizione di un piano di chiusura sulla procedura del concordato che contenga anche il futuro dell’amministratore delegato Salvatore Bianconi, a capo ora della nuova gestione; poi, ancora, la mancata approvazione dal parte del ministero del Lavoro del decreto per il pagamento della cassa integrazione straordinaria dei primi cinque mesi del 2015. Finora la nuova compagine ha provveduto di fatto – si legge sempre dalla nota stampa – solo ad avvicendare e a far proliferare le aziende esterne extra-regionali con lavoratori non locali, a discapito dei lavoratori del territorio che rimangono a casa in solidarietà. Di nuove commesse, invece – evidenziano – non c’è ombra; si continua a lavorare su quelle acquisite in passato. Fim Fiom e Uilm ricordano che “Cgil Cisl Uil hanno sollecitato a fine gennaio la convocazione di un nuovo incontro per dipanare la nube che aleggia sopra l’azienda, mentre da parte loro c’è stata, ad inizio febbraio, una richiesta d’incontro a Confindustria per proseguire il confronto sui contratti di solidarietà in essere e sui carichi di lavoro. Per tutta questa serie di ragioni rilanciamo – concludono – la richiesta di un incontro a Regione e azienda per comprendere le reali intenzioni del nuovo management e diradare finalmente le nubi che avvolgono un pezzo importantissimo dell’economia materana”.

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