Tennis, finali WTA. La campionessa brindisina Pennetta perde contro Sharapova, e saluta

Sconfitta dalla Sharapova nel suo ultimo match alle finali Wta: “Fantastico chiudere così. Al match point ho detto: ok,è finita”

BNP Paribas WTA Finals 2015 in SingaporeBella, brava, intelligente, solare, spiritosa. Mancherà, al tennis mondiale, una figura come Flavia Pennetta se, come sembra, quello perso contro Maria Sharapova a Singapore sarà stato l’ultimo match di una splendida carriera. Impreziosita nel finale, a 33 anni a mezzo, dalla prima vittoria in uno Slam, che è anche la prima vittoria di un’italiana agli Us Open; e dalla prima partecipazione alle Wta Finals, il Masters tra le otto migliori della stagione.

Un record, del resto, la Pennetta lo deteneva dall’agosto 2009. quando era stata la prima azzurra a entrare nella Top 10, in cui è ritornata dopo lo storico trionfo a Flushing Meadows; fino a raggiungere, al numero 6, il suo best ranking.

Nata a Brindisi il 25 febbraio 1982, Flavia impugna la racchetta fin da bambina, sotto la guida del padre Oronzo, mostrando subito grande talento.

“Mi mancheranno le altre giocatrici, con cui ho passato una vita, ma soprattutto la competizione: quando entri in campo, specie se è un centrale, senti qualcosa di speciale. Non credo proverò mai più qualcosa del genere, ma sono davvero felice di cominciare un’altra parte della mia vita”.

Con queste parole nella conferenza stampa dopo il match, segna la sua uscita di scena dal tennis professionistico: “Per Maria è stata una gran giornata ma credo lo sia stata anche per me, perché ho giocato piuttosto bene. Ero felice di avere avuto l’opportunità di giocare questo torneo. E giocare la mia ultima partita contro una campionessa come Maria è stato fantastico. Proprio un bel modo per dire addio al tennis, quando perdi contro una così non ci sono troppe cose da aggiungere. Non pensavo che poteva essere il mio ultimo incontro: mi sentivo normale. Del resto se avessi vinto un set avrei giocato ancora sabato…. Ci ho pensato solo sul match-point quando ho mi sono detta “ok, è finita”. BNP Paribas WTA Finals 2015 in Singapore

Dopo aver abbracciato la russa, Flavia è scappata: un veloce saluto al pubblico prima di guadagnare in fretta gli spogliatoi: “Non volevo nessuna scena lacrimevole, non mi piacciono i drammi. Preferisco lasciar passare un po’ di tempo prima di salutare tutti come si deve. Magari a Roma. Sapevo che se fossi rimasta in campo avrei pianto. E non volevo”.

Lacrime no, bilanci sì: “La cosa che mi rende più orgogliosa è essere riuscita ad essere forte. Ho avuto molti infortuni e ho dovuto ricominciare da zero diverse volte. Io penso che questa sia una cosa molto importante. Riuscire a ripartire ogni volta e ritrovare sempre la giusta forza mentale”.

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