Il Maggio di Accettura, la devozione a San Giuliano martire. Un rito arboreo tra sacro e profano

maggio di accetturaLa primavera accetturese è sinonimo di festa di San Giuliano Martire, meglio conosciuta come Festa del Maggio. Una tradizione millenaria, un rito arboreo antichissimo intorno al quale ruotano sacro e profano. Il martedì di pentecoste, nell’anfiteatro di largo San Vito ad Accettura, la cima, un agrifoglio proveniente dalla foresta del “Gallipoli cognato e delle piccole dolomiti lucane” ed il Maggio, un cerro della lunghezza di circa 30 metri sono in attesa, da due giorni, di essere innestati, innalzati e scalati da giovani e coraggiosi ragazzi. Ma la festa del Maggio inizia molto tempo prima del martedì di Pentecoste, quest’anno ricadente il 26 maggio; a cominciare dalla prima domenica dopo Pasqua, infatti, le due piante arboree vengono accuratamente scelte tagliate e trasportate da uomini e buoi con un preciso cronoprogramma fino al paese. Poi, come detto, l’innesto, l’innalzamento e la scalata. Ad ogni modo, il Maggio viene portato nella massima posizione eretta solo quando la statua del santo patrono Giuliano, dopo la messa del mattino e la processione del primo pomeriggio, giunge dinanzi al Maggio, sposatosi, nel frattempo, con la cima. Tante le simbologie di devozione per il santo che caratterizzano la festa; tra queste “le cende”: costruzioni votive di candele e nastrine portate sul capo da ragazze ma anche da signore. Come sempre, grande l’attenzione e l’afflato della comunità regionale ed interregionale verso questo importante rito lucano.

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