Crollo Vico Piave a Matera, Francesco Calculli scrive al Presidente della Repubblica Italiana

Vico Piave - Matera

Vico Piave – Matera

Torna a scrivere, il materano Francesco Calculli, l’uomo che l’11 Gennaio 2014, a seguito del crollo di una palazzina in Vico Piave a Matera, ha perso, la moglie, Dina Antonella Favale, 31 anni; tutti i suoi averi e la casa, sui cui grava ancora un mutuo di 14 anni. Lo fa, questa volta, rivolgendosi direttamente al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, dopo che giorni fa lo aveva fatto indirizzando la sua missiva al Sindaco della città dei Sassi, Salvatore Adduce.

“ A distanza di 14 mesi – dice – il Comune di Matera non ha ancora provveduto ad assolvere all’impegno di rendermi disponibile un altro alloggio”. Quello che segue è brevemente il sunto della storia. In un primo momento – rammenta – il 24 luglio 2014 – c’è stata una ordinanza del primo cittadino con cui veniva requisito temporaneamente un alloggio dell’Ater, sito nel Borgo La Martella e con cui ne veniva disposta l’assegnazione temporanea al sottoscritto. Purtroppo – precisa – non ho mai potuto prendere possesso dell’alloggio perchè lo stesso è stato abusivamente occupato da un’altra famiglia che vive con ogni probabilità – precisa – una emergenza non meno grave della mia. Oggi – evidenza Francesco Calculli – pare che il Tribunale abbia disposto lo sgombero dell’alloggio in questione ma la casa, al contempo – dice l’autore della lettera – necessita di ogni lavoro di ristrutturazione per essere vivibile. Ed è questo il passaggio cruciale dello scritto: il mio stipendio da operaio – afferma – non mi consente di sostenere una spesa del genere, considerando: la prospettiva del citato mutuo di 14 anni da pagare per una casa crollata e la, sopraggiunta, difficile situazione di salute di mio padre e di mia zia. “Scontrarmi con la posizione dell’amministrazione comunale di Matera, che sostiene di aver ottemperato, anche in maniera straordinaria, a tutto quello che di possibile poteva essere fatto – conclude – è un peso inaccettabile ed è una situazione gravissima e paradossale per chi come me si comporta legalmente, dignitosamente e civilmente, degno abitante di una città eletta Capitale Europea della Cultura nel 2019”.