A Policoro, Italia Jonica col turismo accessibile e “I giochi della Magna Grecia: l’accessibilità può vincere!”

de sanctisPOLICORO –  Il turismo accessibile è solo una delle assi strategiche della Rete Turismo italia Jonica, oltre al turismo sportivo ed a quello culturale. Il convegno “I giochi della Magna Grecia: l’accessibilità può vincere!” si è basato, in particolare, sul primo aspetto. L’idea, infatti, è quella di creare eventi sportivi con cadenza annuale e caratterizzati appunto dall’accessibilità, intesa non solo come garanzia del rispetto di una norma o di semplice buon senso, ma interpretata come valore aggiunto per lo sviluppo del turismo del territorio. E’ questa l’intuizione alla base del contratto di rete che ha promosso la tavola rotonda di oggi, 28 febbraio 2015, al Centro Marinagri di Policoro: “Rete Turismo Italia Jonica – spiega il Presidente Antonio P. P. De Santis – è una forma di associazione che mette insieme medie e piccole imprese. Ha le stesse caratteristiche di un consorzio, ma lascia autonomia ai suoi consociati. Noi, in particolare, rappresentiamo per due motivi una vera e propria innovazione nel turismo nazionale: per l’interregionalità e per le dimensioni della rete. Italia Jonica comprende, infatti, ben quarantasei imprese operanti in Basilicata, Calabria e Puglia. Parliamo di venticinquemila posti letto e di migliaia di posti di lavoro”. Ad aprire i lavori, il sindaco di Policoro Rocco Leone: “Abbiamo dato il via anni fa alla tradizione dell’accessibilità e subito ne abbiamo compreso l’importanza per la crescita del turismo. Questa esperienza non deve rimanere circoscritta – aggiunge il primo cittadino – non vogliamo fare cannibalismo sugli altri paesi, ma è una strategia importante per la fruibilità di tutto l’arco ionico. Ecco il valore di fare rete”. Il convegno di oggi segna un punto di svolta nel modo di concepire il turismo, l’accessibilità e lo sviluppo del territorio. Non si fa riferimento solo a logiche economiche e di marketing, o di politiche sociali, ma si da’ inizio ad una vera e propria rivoluzione culturale. “A partire dalla comunicazione – spiega Roberto Vitali, portavoce del comitato nazionale di promozione di turismo accessibile MIBACT e Presidente Village 4 All – c’è una bella differenza tra il parlare di diversamente abile e invece, in maniera corretta, di persona con disabilità. Di persona, quindi – sottolinea – Lavorare sul turismo accessibile vuol dire lavorare sul proprio territorio e sulla propria cultura. Non basta pensare di aver rispettato una norma (due camere ogni quaranta) o di avere un’attenzione sociale. Ci sarebbe da indagare sul diritto alla bellezza, alla fruibilità e alla possibilità di scelta in autonomia. Io sarò turista , quindi, quando potrò decidere in quale struttura alloggiare”. Questo vuol dire accessibilità. Ma significa anche “Progettare con creatività oggetti e strutture, promuovendo la multisensorialità – aggiunge Dino Angelaccio, esperto di accessibilità universale e progettazione multisensoriale, consulente di Rete Turismo Italia Jonica – dobbiamo coniugare accessibilità ed estetica creando contesti per tutti, senza diversificazioni. E’ questo il valore aggiunto. Dietro all’accessibilità, infatti, c’è un’intera filiera di interventi e di elementi che comprendono tutti i modi in cui io possa muovermi. E, ancora, perché non recuperare ciò che già esite?” . “Soltanto in Italia -spiega ancora Vitali – abbiamo dodici milioni di persone con disabilità e, in Europa, il mercato si estende a centoventisette milioni. E’ una utenza importante da coprire e cui garantire servizi”. L’area jonica, aggiunge l’ingegnere De Santis, “da territorio di vergogna si è trasformato in territorio di qualità, da valorizzare. L’arco dello Ionio vanta bellissime spiagge e coste; le gravine ed i centri storici. Si pensi al recupero della città vecchia di Taranto o, ancora, a Matera, la cui nomina a Capitale della cultura 2019 impone un’opportunità che non riguarda solo la cittadina lucana, ma tutto il meridione”. E conclude: “Vogliamo essere protagonisti della trasformazione del nostro territorio. Abbiamo siglato un protocollo d’intesa ed ora tocca a noi. Puntiamo su tre elementi: competitività, qualità e commercializzazione. Obiettivi che però diventano irrilevanti se non li rendiamo visibili. Da qui la sfida di destagionalizzare servizi e strutture e, di recuperare le bellezze”. Hanno preso parte al meeting, sostenuto dalla Fondazione Enrico Mattei e dall’Apt Basilicata, Consuelo Battistelli, vice presidentessa CIP Emilia Romagna e Accessibility Consultant IBM Italia; Emilio Frisenda, atleta paratriathlon e che nel pomeriggio si è esibito in una performance dimostrativa; i rappresentanti dei Coni Basilicata, Puglia e Calabria (rispettivamente Leonardo Desiderio, Elio Sannicandro e Demetrio Praticò). Nel corso del summit è stata lanciata, peraltro, l’idea progettuale “Giochi della Magna Grecia”, presentata da Andrea Bronzetti e realizzata da Azienda s.r.l. per Anpis e Italia Jonica. Diversi, inoltre, i rappresentanti istituzionali e delle associazioni di categoria giunti dalle tre regioni. Il convegno è proseguito con uno spazio dedicato ad alcuni interessanti tavoli tecnici di lavoro e si è concluso con l’istituzione del Comitato promotore Giochi della Magna Grecia.

(nella foto Antonio De Santis, presidente Rete Turismo Italia Jonica)

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