In 8 mila a Policoro contro le trivellazioni petrolifere

catena umanaPolicoro – Una catena umana di 8000 persone ha detto no ieri dalla spiaggia di Policoro alla possibilità di trivellazioni petrolifere nell’acqua lucana e all’aumento di quelle sulla terraferma. Più in generale – ha espresso – con una manifestazione dal forte valore simbolico: dissenso rispetto alla riforma del titolo V della Costituzione votata al Senato nei giorni scorsi, la quale, se approvata definitivamente – hanno fatto sapere dal Comitato No Triv, l’associazione promotrice della dimostrazione – toglierà potere decisionale a regioni e comuni in materia di turismo ed energia e quindi anche di estrazioni petrolifere. Ad aprire la quarta edizione della catena umana ci hanno pensato due papà con i propri figli a cavalcioni, sulle spalle, e con la bandiera NO TRIV tra le mani; questi, insieme alle altre circa 8000 persone, hanno difeso – è emerso dalla giornata – un futuro di sviluppo economico legato al mare, alla natura, agli ecosistemi e all’archeologia; un futuro che, a loro avviso, sarebbe compromesso dai processi molto impattanti della filiera petrolifera; poi, nondimeno, hanno manifestato per la salvaguardia di tutte le acque lucane, comprese quelle fluviali e lacustri, perché queste, com’è noto, sono fonte di approvvigionamento idrico per due Regioni: Puglia e Basilicata. A vigilare sulla catena umana quest’anno c’erano i life guard del gruppo della motonautica di Policoro. Inoltre hanno partecipato attivamente alla giornata: il circolo velico lucano, sempre presente dalla I edizione, l’amministrazione di Craco, l’associazione dei radicali lucani, i comitati No Fenice di Venosa, i No Rifiuto di Senise ed il gruppo composto da diversamente abili ospitato dal circolo Aquarius.

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