Deposito unico scorie nucleari. Le regole dell’Ispra escludono la Basilicata?

scorie nucleari

foto Repubblica

Com’è noto, le normative europee hanno designato l’Italia, come la nazione che dovrà farsi carico di ospitare il sito unico per le scorie nucleari. Voci di corridoio indicano 4 regioni italiane come le più appetibili in questo senso: Lazio, Puglia, Toscana e Basilicata. Da tempo, circa un anno, la comunità italiana tutta, specialmente, quella più direttamente interessata dal probabile sito, attende dall’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, i criteri di esclusione, ossia quei parametri che allontanerebbero, per una serie di ragioni tecniche, il deposito unico di scorie nucleari dalla propria area Finalmente il 4 giugno la pubblicazione della guida che li contiene, da parte del suddetto istituto. Da uno rapido sguardo sembrerebbero poter escludere proprio la Basilicata. Andiamoli a vedere. Si eliminerebbero le aree vulcaniche attive o quiescenti; quelle contrassegnate da sismicità elevata; le zone con fenomeni di fagliazione (rotture delle rocce della crosta terrestre lungo determinati piani di frattura chiamati faglie), i territori caratterizzati da rischio e/o pericolosità geomorfologica e/o idraulica di qualsiasi grado comprese le fasce fluviali; si terrebbero fuori le regioni contraddistinte dalla presenza di depositi alluvionali di età olocenica (epoca geologica più recente), quelle ubicate ad altitudine maggiore di 700 m s.l.m o con pendenza maggiore del 10% e ancora, quelle rientranti in una distanza di 5 km dalla linea di costa attuale oppure quelle poste ad una distanza superiore ma ad altitudine minore di 20 m s.l.m. Lasciate fuori anche le aree interessate da processi morfogenetici carsici o con presenze di sprofondamenti catastrofici improvvisi; quelle con presenza di sorgenti e di opere di presa di acquedotti, le aree naturali protette identificate ai sensi della normativa vigente; quelle che non siano ad adeguata distanza dai centri abitati, che siano a distanza inferiore a 1 km da autostrade e strade extraurbane principali e da linee ferroviarie fondamentali e complementari. Estromesse quelle caratterizzate dalla presenza nota di importanti risorse del sottosuolo, tra queste quelle idriche, energetiche come gas, petrolio o di tipo geotermico e minerarie. Ultimo motivo di esclusione: la presenza di attività industriali a rischio di incidente rilevante oppure di dighe e sbarramenti idraulici artificiali, di aeroporti o poligoni di tiro militari operativi. Per una lettura più dettagliata della guida vi rimandiamo al sito  Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività

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