Comune di Matera. Una Giunta “seminuova” e senza donne

Michele Cifarelli intervista Salvatore Adduce

Michele Cifarelli intervista Salvatore Adduce

MATERA – Qualcuno l’aveva definita la giunta del Sindaco. Quella in cui ad emergere, per volere del Capo del Governo cittadino, erano le figure tecniche rappresentate in particolare da Macaione, all’urbanistica, e Giordano, a turismo e cultura.

E oggi, dopo un altro “strappone”, come lo ha definito Adduce, ad andare via sono proprio loro, gli infedeli, i non allineati. Peccato. Ma sulle scelte, ha ammesso il primo cittadino, nel corso della conferenza stampa di presentazione, ha influito l’orientamento politico delle forze di maggioranza.

Insomma, si guarda già al voto dell’anno prossimo. Quando però sullo sfondo rimangono questioni delicatissime, su cui pure poggia il rilancio dell’azione di Governo e del ruolo dello stesso Sindaco, come Matera 2019 e l’urbanistica, materia, quest’ultima, testuali parole di Adduce, sulla bocca di tutti.

Otto in tutto gli assessori. Spicca la riconferma di Trombetta. Anzi della doppia riconferma. Visto che fra i quattro volti richiamati in giunta è l’unico a riconfermare anche la delega, quella ai lavori pubblici. Ancora in giunta anche l’assessore Scarola, che si occuperà delle attività produttive. I più longevi in assoluto risultano però Rivelli e Cappella, che passano rispettivamente ai trasporti e alle politiche sociali.

Fra le new entry spicca invece il richiamo in giunta di Giuseppe Falcone all’ambiente, l’ingresso di Lionetti all’urbanistica, dell’ingegner Perrone al patrimonio e del dottor Infantino al bilancio. Una giunta tutta al maschile dunque e anche in questo caso, ha ammesso Adduce, per colpa delle segreterie. Una tinta di rosa rimarrebbe però con Simonetta Guarini, nominata portavoce.

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