Beni culturali: la Basilicata esclusa da decreto del Ministero

Giovanni Angelino - Consigliere Comunale Matera

Giovanni Angelino – Consigliere Comunale Matera

Matera. “La Basilicata esclusa dagli investimenti del Governo per i Beni Culturali. Una decisione vergognosa soprattutto per Matera 2019”. Ad affermarlo con estrema amarezza il consigliere comunale Giovanni Angelino. Tra i primi provvedimenti presentati dal neo Ministro dei Beni Culturali Franceschini spicca quello che prevede 46 interventi da realizzare in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia  con un investimento di 135 milioni di euro. Il restauro dei Beni Culturali del Sud viene dunque preso in considerazione ma senza tenere conto della Basilicata. “Una decisione – rincara Angelino – inaccettabile se si considera che Matera è una delle sei città candidate a capitale europea della cultura nel 2019 ma a mio avviso ancora più imbarazzante perchè dimostra lo scarso peso politico dell’ex senatore lucano Gianpaolo D’Andrea, oggi al lavoro al fianco di Franceschini in qualità di capo di gabinetto”. Per il consigliere comunale materano “è evidente che siamo di fronte ad una manovra romana che tende a tagliare fuori la città di Matera e quindi tutta la Basilicata dalla sfida per la candidatura a capitale europea della cultura nel 2019”. “Mi chiedo – prosegue Angelino – che senso ha occupare una poltrona così importante all’interno di un Ministero se non si riesce a tutelare il territorio che si rappresenta” – e il riferimento è al lucano D’Andrea. “Per evitare che la Basilicata resti fuori dagli investimenti sui Beni Culturali non resta che rivolgere un appello ai parlamentari lucani – conclude la nota di Angelino – affinché possano far sentire la propria voce nelle stanze romane ed evitare l’ennesima beffa per un territorio che sconta un gap infrastrutturale, sociale ed economico evidente rispetto alle altre regioni d’Italia così come ha fatto, incontrandoli a Potenza in Regione, il governatore lucano Pittella.

In ogni caso è bene ricordare che il decreto del Ministero dei Beni Culturali è rivolto alle regioni dell’obiettivo convergenza ovvero Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, territori con un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media comunitaria.  La Basilicata rientrerebbe a titolo transitorio.

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