La Ila Valdadige annuncia ripresa combustione Pet Coke. Si riaccende la polemica

IMG_139106849500230 (1)“Messa in prova dell’impianto per un periodo di un mese, di modo che si possa iniziare la produzione a combustione Pet Coke”; con questa frase, l’azienda Ila Valdadige di Matera, ora Ila Laterizi, ha annunciato in un comunicato del 4 Marzo la ripresa della combustione del Pet Coke; materiale, il cui utilizzo, è stato al centro di molte polemiche nelle ultime settimane a seguito delle emissioni maleodoranti e probabilmente dannose derivanti dallo stesso, riscontrate dai cittadini del Borgo Venusio, quartiere sulla ss 99 a ridosso dell’azienda. Sotto accusa da parte dei cittadini, ricordiamo, sopratutto, l’autorizzazione integrata ambientale regionale rilasciata all’azienda per bruciare tale residuo del petrolio; nel documento si parla di centro abitato posto ad un chilometro di distanza dall’impianto, mentre gli abitanti di Venusio sostengono di essere molto più vicini: a neanche 500 metri. Questa osservazione dei cittadini condivisa, come ammissione di colpa, anche dalla stessa Regione in un tavolo tecnico del 24 Febbraio, tenutosi insieme ad Arpab, Comune di Matera e alcuni dirigenti dell’Ila Laterizi portò all’impegno da parte della Regione Basilicata di rivedere l’autorizzazione ma sopratutto alla conferma da parte di Ila Laterizi, dello stop temporaneo dell’uso di questo combustibile. Pronta la risposta dei cittadini che giudicano assurda la pratica aziendale che ritiene di effettuare un mese di prova per verificare se le emissioni tossiche derivanti dalla combustione del Pet Coke rientrano o meno nei limiti stabiliti dalla legge. E se la prova dovesse andare male? Gli unici a farne le spese – dicono i cittadini – sarebbero gli abitanti del Borgo Venusio! Anche il Sindaco di Matera, Salvatore Adduce, è intervenuto sull’argomento, chiedendo in una lettera all’azienda, così come concordato nel tavolo tecnico, di confermare urgentemente la sospensione del Pet coke e alla Regione di sospendere l’Autorizzazione, segnalando le anomalie rilevate dal Corpo forestale dello Stato anche all’interno dell’impianto come la gestione non autorizzata di rifiuti speciali anche di presunta natura pericolosa. La Ila Laterizi dal canto suo nel comunicato del 4 Marzo fa sapere che il riesame dell’autorizzazione del 2010 sarebbe pretestuosa e infondata dato che gli interventi di miglioramento come, per esempio, la sostituzione dei ventilatori, sono stati realizzati proprio in ottemperanza all’aia; interventi che hanno consentito, dicono, l’abbassamento delle emissioni e quindi il rispetto dei limiti. Per questa serie di considerazioni – dalla Ila Laterizi – ritengono opportuno dover sottolineare, a ulteriore giustificazione della loro volontà di ricominciare la combustione, gli ingenti danni economici che questa azienda ha subito e sta subendo proprio per il ritardo nell’avvio della stessa. I cittadini di Venusio, intanto, annunciano la riproposizione del sit in davanti ai cancelli.

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