Ugl, borse studio medici ex specializzandi non pagate: ricorso subito

medicoMatera – Potrebbero essere circa mille in Basilicata i medici ex specializzandi da risarcire a peso d’oro nell’ambito del caso delle borse di studio non pagate per quasi 10 anni esploso su tutto il territorio nazionale dopo una recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione Civile in cui si afferma che Nonostante siano passati molti anni il diritto non è prescritto.E’ stata riscontrata, in pratica, una violazione delle norme dell’Unione Europea da parte dello stato. La direttiva comunitaria che ha introdotto un compenso risale infatti al 1982, però le norme italiane hanno previsto gli importi forfettari solo dall’anno accademico 1991-1992. E’ quanto è emerso stamani a Matera da una conferenza stampa indetta dall’Ugl Basilicata alla presenza del Segretario provinciale di Matera Luigi D’Amico e anche del Dirigente nazionale Ugl medici Rossano Sasso. La sigla sindacale ha informato in buona sostanza del fatto che tutti i medici iscritti alle scuole di specializzazione nel periodo 1982 1991 possono fare ricorso in giudizio per il riconoscimento di tutte queste spettanze retroattive. Non solo. Sono numerose – hanno aggiunto – le sentenze che riconoscono altresì ai medici specializzati iscritti ai corsi dall’A.A. 1999/2000 all’A.A.2006/07 il rimborso delle differenze retributive. Non può, quindi, ritenersi equo e corretto – hanno detto – concedere i succitati vantaggi economici solo a partire dall’anno 2006/2007, non considerando tutti coloro in quali ne avrebbero avuto diritto a far data dall’anno 1999. Già, questa mattina, a seguito dei primi comunicati diffusi nel tardo pomeriggio di ieri dai principali portali telematici lucani – ha detto Sasso – abbiamo ricevuto una trentina di telefonate da parte di ginecologi, medici di base, dentisti che desideravano maggiori delucidazioni in merito. Solo chi fa ricorso – si è ancora sottolineato questa mattina – può ricevere e non perdere quanto gli spetta anche perchè lo Stato corre ai ripari proponendo una sanatoria; i rimborsi che in alcuni casi sono stati decretati hanno avuto anche cifre a 6 zeri.

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