Trasporto pubblico locale: Potenza si salva dal generale tracollo italiano

cotrab 2Non ne esce malridotto il servizio di trasporto pubblico urbano di Potenza dal grafico pubblicato ieri dal quotidiano nazionale “Il corriere della sera”; complice, forse, anche un complessivo sistema italiano di trasporto pubblico che presenta casi davvero malconci e che delinea una situazione da “mal comune mezzo gaudio”. Nel confronto tra le 14 principali aziende italiane del settore dove figurano bilanci dissestati, personale in esubero, disservizi, evasori e fallimenti, il Cotrab potentino appare in discreta forma pur non riscuotendo, com’è noto, il servizio finale da lui offerto, un alto gradimento da parte dell’utente. Tra i parametri attenzionati nelle pagine del Corriere della Sera: il prezzo del biglietto fino al 15 aprile 2011; quello fino al primo aprile 2013; l’evasione tariffaria bus e tram ed infine di bilancio di esercizio 2012. Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, Bari, Palermo, Trieste, L’Aquila, Genova, Firenze, Reggio Calabria e Venezia le città, invece, sotto i riflettori insieme a Potenza. Ma andiamo ai dettagli. Il cotrab è tra le sei aziende italiano di trasporto pubblico che hanno chiuso al 2012 con un bilancio in attivo: + 300 mila euro; la migliore è Torino con + 5,88 milioni di euro; la peggiore è Roma con – 157 milioni di euro. Le nuove linee bus cittadine potentine hanno un prezzo del biglietto tra i più bassi d’Italia 0,80 centesimi; non hanno subito variazioni dal primo aprile 2013 anzi sono reduci da un periodo di gratuità funzionale alla sperimentazione del nuovo servizio: la più cara è la genovese Amt con 1 euro e 60. Gli aumenti maggiori a Roma, Milano e Torino commisurabili in un più 50%; prezzo del biglietto ora attestato a 1,50 €. Buona anche la situazione potentina di evasione tariffaria, solo il 4% non paga il biglietto; il tasso maggiore a Palermo con il 50% di evasione; il più basso a Milano con il 0,70%. Infine un dato negativo, l’azienda potentina Cotrab che gestisce il servizio per conto del Comune si serve, a sua volta, caso unico tra le aziende monitorate, di un personale che per oltre il 65% è attinto dall’industria interinale del lavoro: 150 su 230. In questo quadro vanno aggiunti i pesanti tagli ai finanziamenti statali per la manutenzione dei mezzi che inducono i Comuni a guardare ai privati e i privati a seguire quest’onda; una necessità, quella di guardare ai privati, dettata anche dall’obbligo fissato dall’Europa, di assegnare con gara la gestione dei trasporti pubblici locali entro il 2019.

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