Il punto della situazione ad un anno dal terremoto sul Pollino

pollino terremotoE’ passato un anno, per la precisione un anno ed un giorno, da quell’ormai tristemente noto 26 Ottobre del 2012, ossia il giorno in cui un terremoto di magnitudo 5.1 svegliava, nel cuore della notte, diverse comunità arroccate sul massiccio del Pollino; e a più di 365 giorni da quelle ore che videro in apprensione Rotonda Viggianello ma un po’ tutta quella Basilicata solidale che non dimentica quanto eventi simili abbiano già segnato drammaticamente in passato la storia lucana, si torna indietro con la memoria. Lo si fa innanzitutto per un senso morale di supporto verso chi trovò grosso sconforto in quei momenti, verso chi vi trovò addirittura la morte: un anziano a Scalea, sul versante calabro. Ma lo si fa anche per uno scopo più pratico, ossia comprendere, verificare, se a distanza di 12 mesi, quelle 24 famiglie, per esempio, vistesi, da un giorno all’altro, costrette ad abbondare le proprie abitazioni per andare a vivere, in non certo comodi, moduli prefabbricati, si siano riappropriate della loro dignità; “purtroppo ci riferisce il Sindaco di Rotonda Giovanni Pandolfi – contattato telefonicamente – quelle 24 famiglie di Contrada Incoronata, di cui sopra, hanno preferito abbandonare, quelle strutture di fortuna fredde e scomode costruite in emergenza e farsi ospitare da parenti e amici. Tutto ciò – ha proseguito Pandolfi – in attesa, che venga dichiarato quello stato di calamità naturale mai proclamato il quale potrebbe legittimare uno stanziamento cospicuo alla loro causa”. Famiglie, ricordiamo anche, che hanno dovuto abbandonare quelle abitazioni che erano sedi, allo stesso tempo, delle proprie imprese agricole, con conseguente danno aggiuntivo. Intanto da Rotonda si vigila affinchè quel capitolo di spesa promesso dall’allora vice ministro Fassina, di 15 milioni di euro, 7,5 per il 2014, 7,5 per il 2015, non prenda altra direzioni. Al contempo, lo sciame sismico, così come oramai da diversi anni a questa parte, esattamente dal 2010, non si arresta ed insieme al ricordo del sisma del 1998, continua a non far dormire sogni tranquilli agli abitanti della zona.