Petrolio lucano; al Mise si ridiscutono: art. 16, royalties e patto stabilità

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fonte Ola

Si dicono soddisfatte Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e Pensiamo Basilicata dopo la disponibilità mostrata, ieri, a Roma, dal Ministero dello sviluppo economico, nel rivedere le norme del così detto Decreto petrolio e quindi per la volontà mostrata, sempre dal MISE, di istituire, in merito, un tavolo permanente per la Basilicata. Art. 16; royalties e patto di stabilità; sono questi i principali temi che meriterebbero, secondo le sigle menzionate, di essere rivisitati. Partiamo dall’art. 16, che ha come obiettivo, ricordiamo, quello di far rientrare nelle casse della Basilicata una quota maggiore di gettito fiscale sul petrolio: qui, in questo articolo, ci sono due modifiche da effettuare, secondo le sigle: innanzitutto, non si può introdurre il prelievo fiscale – dicono – solo su nuovi progetti presentati dopo il 24 settembre 2013, si deve riconoscere, invece, il prelievo su tutti i 95 mila nuovi barili già previsti; poi, nondimeno, sempre in tema di gettito fiscale, deve saltare il tetto dei 50 milioni di euro. Secondo punto: le royalties; al momento le compagnie petrolifere riconoscono alla Basilicata il 10% dei loro profitti: il 7 per cento va a Regione e Comuni, l’altro 3% viene distribuito ai cittadini sotto forma di carta carburante. Sarebbe il caso , fanno sapere i sindacati e le associazioni di categoria, prima citati, che quel 3% venisse invece distribuito per interventi sociali date le tristemente note condizioni dell’economia lucana che pongono, ogni giorno, circa 15000 famiglie della Basilicata sulle soglie della povertà. Infine, il patto di stabilità; è impensabile avere dei danari e non poterli spendere; tutto ciò per far fronte a dei vincoli di bilancio europei che sono fuori tempo con le emergenze di un territorio, quello lucano, ormai al collasso sociale ed economico. Per tutta questa serie di ragioni Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e Pensiamo Basilicata, sono felici di poter attivare un tavolo permanente con il Mise perchè la la Basilicata – concludono – sta dando tanto al sistema Paese in fatto di petrolio, oltre l’80% dell’intera produzione nazionale, e quindi meriterebbe maggiori benefici.

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