Terre Joniche, alluvione Metapontino 2013: subito OPCM per stato calamità

terre jonicheBernalda –  “Niente resterà impunito”. E’ questo il messaggio che il Comitato Terre Joniche, ieri sera, ha lanciato dal Motel San Marco a Bernalda all’indomani dei danni causati sul territorio Metapontino dal nubifragio del 7 e l’8 di Ottobre e a poco più di due anni da quello del Marzo 2011. Due episodi tecnicamente diversi – fanno intendere dal sodalizio – ma che denunciano inequivocabilmente una univoca urgente necessità di messa in sicurezza della zona. I 500 milioni di euro di danni certificati per il nubifragio del 2011 e pagati, ad oggi, soltanto, nella misura del 3% le 4 giovani vite spezzate in quello del 2013, impossibili da risarcire, queste, se tradotte in termini di dolore e vuoto lasciato alle famiglie, indicano una misura colma ormai oltre ogni limite chiosano ancora da Terre Joniche. E’ stato indetto uno stato di agitazione e mobilitazione – ha dichiarato in maniera determinata e forte il portavoce Gianni Fabbris; l’obiettivo è quello di ottenere subito, la messa in sicurezza di quei luoghi che continuano, inesorabilmente, a mietere vittime; la dichiarazione di stato di calamità naturale è stata già chiesta, e questo va bene – dice – ma ora, perché sia operativa il Governo deve deliberarla immediatamente con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri preferibilmente – ha aggiunto con sferzante ironia – non facendo passare un anno come in occasione del 2011. Ottenere una dichiarazione di stato di calamità naturale – informa Fabbris – è importante perchè, per esempio, consente di derogare ad un patto di stabilità; quindi, per la Basilicata, questo di tradurrebbe in possibilità di sfruttamento di parte di quei 500 milioni di euro rivenienti dalla royalties petroliferi altrimenti bloccate dai vincoli di bilancio europei. Ci sarà ha aggiunto Fabbris anche una mobilitazione tecnica e legale per mandare a casa il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto il quale ha dimostrato in questi anni a fronte di soldi pubblici percepiti di non essere mai stato in grado di assicurare la buona tenuta in sicurezza del territorio. Chiederemo a breve ha chiuso un tavolo congiunto con gli Assessori regionali all’agricoltura e all’ambiente pugliesi e lucani per portare all’attenzione istituzionale tutte queste oramai scottanti tematiche affinché, davvero, niente resti impunito.

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