Inquinamento a Montemurro, Colella e Politecnico Torino: nuove analisi, vecchi dubbi su Eni

foto Basilicata24.it

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Potenza – Conferenza stampa della professoressa Albina Colella, ordinario Unibas di geologia e sedimentologia, stamani, a Potenza, nei locali della libreria Ubik; oggetto dell’incontro con i giornalisti: la presentazione dei nuovi risultati scientifici relativi alla contaminazione delle acque in Contrada La Rossa, a Montemurro, in Val D’Agri, nei pressi del pozzo petrolifero di re inienzione Eni Costa Molina 2. Già sul finire del mese di Agosto, in verità, la stessa Colella, in seguito ad analisi realizzate in collaborazione con l’Università e il tenente della Polizia Provinciale di Potenza, Giuseppe Di Bello, membro dell’associazione Ehpa, aveva descritto con dati alla mano la contaminazione, in questa zona, delle falde acquifere e la vicinanza, non troppo casuale, tra la composizione di queste ultime e quella delle acque di produzione petrolifera ossia quelle acque iniettate nei pozzi di reiniezione durante la trivellazione come succede con Eni proprio a Montemurro. Pronta arrivava qualche giorno dopo la risposta dell’azienda del cane a 6 zampe, che imputava, invece, l’inquinamento descritto dalla Colella all’utilizzo di fertilizzanti, diserbanti e più in generale alle attività antropiche della zona, sollevandosi così da ogni responsabilità. Le nuove analisi condotte dalla Professoressa realizzate questa volta in collaborazione anche con il Politecnico di Torino servono proprio a stabilire un confronto con quanto detto da Eni e vedere come dice la Colella, con un post su facebook, se, a creare tutto questo, sono stati gli agricoltori cosa quest’ultima che, a quanto pare, ha voluto far intendere Eni con le sue risultanze. Le nuove analisi confermano i vecchi dubbi: la vicinanza di questo inquinamento con la presenza dello stabilimento Eni.  Nel servizio l’intervista alla Professoressa Albina Colella.

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