Confapi: la Regione sottrae 10 milioni di euro alle aziende materane

materaSfilati dalle tasche degli imprenditori materani 10 milioni di euro. Lo fa sapere, con una nota stampa, Confapi Matera, l’Associazione delle Piccole e Medie Industrie del comprensorio. La storia – dicono dal sodalizio – parte il 16 luglio 2013 ossia quando la Giunta Regionale di Basilicata, dopo innumerevoli incontri con le associazioni di categoria, decideva di stanziare, per consentire lo scorrimento delle graduatorie del “bando Matera – Val Basento”, 20 milioni di euro: di cui circa 2 per la graduatoria della Valbasento e poco più di 17 per quella di Matera. E fin qui tutto bene – precisano da Confapi; la sorpresa ma, allo stesso tempo, la conferma, che la politica non finisce mai di stupire arriva, invece, il 28 di agosto – si legge dalla nota – ossia quando proprio dalla graduatoria per Matera, per intenderci da quei 17 milioni di euro circa appena menzionati vengono stralciati dieci milioni di euro che sarebbero stati utili per soddisfare, su Matera, progetti di investimento e produrre interessanti ricadute occupazionali. E dove sono finiti quei 10 milioni di euro? Precisamente, sono volati a Maratea, Provincia di Potenza, per una iniziativa definita Centro Interdisciplinare per la Cyber Security a cui farà seguito un avviso pubblico. Per Confapi, questo è un vero e proprio scippo, dato che lo stanziamento era stato stabilito con priorità su Matera dopo un lungo iter decisionale che rimodulava le risorse ex fas Obiettivo Basilicata 2012 sulla base di accordi tra Regione e parti sociali. E’ un vero e proprio schiaffo in faccia – dicono ancora – a quei progetti che avevano già partecipato a questo avviso pubblico nel 2009. Un bando, tra l’altro, quello “Matera Val Basento” – aggiungiamo – che venne identificato, nella famosa conferenza del 16 novembre 2012, a Potenza, tra i principali strumenti per il rilancio della zona; un incontro in pompa magna, quello, lo ricordiamo tutti, tra istituzioni, Sindacati e parti datoriali. La voglia di progettualità – conclude Confapi – è stata mortificata da non meglio precisate logiche politiche, giammai tecniche, che nulla hanno a che fare con un’imprenditoria sana che a fatica cerca di uscire dalla crisi più lunga degli ultimi tempi.

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