Natuzzi, nuove commesse per collocare 40% esuberi

natuzziRoma – Ennesimo incontro ieri a Roma presso il Ministero dello Sviluppo economico, per discutere del caso Natuzzi; 1726 dipendenti, ricordiamo, dopo il 15 di Ottobre, rischiano la mobilità, ossia, l’anticamera del licenziamento, se non si troverà la maniera per ricollocarli. E la soluzione è più ostica del previsto tra Sindacati che chiedono il pieno reimpiego dei dipendenti e l’azienda che avanza ipotesi di reintegri parziali viste le nuove commesse che dovrebbero subentrare. Quello di ieri, precisiamo, non è stato il primo incontro romano; da quando, infatti, la vicenda è partita, ossia il primo di luglio, almeno altre 3 volte, il 22 il 25 ed 26 dello stesso mese, Filca Cisl, Fillea Cigil e Feneal Uil, hanno incontrato nella capitale, azienda e istituzioni per cercare di sbrogliare l’intricata matassa. “In buona sostanza, pur se in un quadro ancora tutto da definire – riferisce Mino Paolicelli del Coordinamento Feneal Uil Puglia e Basilicata – i punti sui quali si sta ragionando adesso sono principalmente due: in primis c’è quello secondo il quale dalla Romania potrebbero arrivare, a breve, commesse in grado di assorbire subito 500 unità e, tra 5 anni, nel 2018, altre 200; una ricollocazione, in sostanza, di 700 lavoratori e dalla quale ne resterebbero fuori più di 1000. Ed è proprio su questi 1000 – riferisce sempre Paolicelli – che verte il secondo punto di cui si è discusso, ossia l’incentivo all’esodo per tali dipendenti. Diecimila euro circa, si ipotizza, per invogliarli volontariamente, alla mobilità”. Per quanto concerne l’arrivo delle new co dalla Romania fa sapere infine il sindacalista questo comporterebbe la nascita di nuove società sul territorio italiano verso le quali esternalizzare le produzioni coinvolte. Gli altri incontri romani sono previsti per il 24 e il 25, il 27, invece, assemblea a Bari con le organizzazioni sindacali. Si spera per i primi giorni di Ottobre di raggiungere un accordo.

Share Button