Progetto Meltemi a Matera, si rischiano pale eoliche alte 150 metri

vlcsnap-2013-08-21-17h12m16s140Matera – Pale eoliche alte 150 metri ben visibili da tutta la città di Matera; è questa la tipologia d’impatto ambientale che si corre il rischio di subire se il progetto, già operativo per la verità, della società Meltemi prenderà forma in Contrada Le Reni, una località situato a nord della città dei Sassi. Il grido d’allarme è stato lanciato ieri durante una riunione che si è tenuta presso il Circolo Culturale La Scaletta alla quale hanno preso parte l’Istituto nazionale di urbanistica nella persona del Presidente della sezione di Basilicata, l’architetto Lorenzo Rota; il Fai, Fondo Ambiente Italiano, con il rappresentante lucano, Nicola Grande; Pio Abiusi di Ambiente e legalità ma anche il Parco della Murgia Materana con il Presidente Pierfrancesco Pellecchia. Bisogna opporsi concretamente a questa eventualità hanno detto i componenti delle associazioni altrimenti è inutile parlare della nostra regione come un territorio a vocazione turistica. Si fanno, in questo modo, solo bei discorsi, ma pieni di contraddizioni; se si vuole puntare alle bellezze paesaggistiche per far ripartire l’economia – hano fatto intendere – non si può pensare di deturpare addirittura le zone tutelate dal patrimonio dell’Unesco come la città dei Sassi. Nessuno è contro l’eolico – hanno sottolineato – ma lo si faccia rispettando il paesaggio inteso come estetica, flora e fauna. Nello specifico, poi, il territorio, in questione, Le Reni – ha detto Rota – è una zona di seminativo che mette in contatto l’agro di Matera con quello di Gravina e dove sono presenti anche masserie storiche ed un tratturo regio. Per tali ragioni la Sovrintendenza potrebbe e dovrebbe esprimere un parer negativo, così come ha fatto nei confronti di Zefiro a causa della vicinanza dei torrioni eolici a Torre Spagnola. Per fortuna – ha informato l’architetto Lorenzo Rota – qualcosa di positivo almeno sul piano di indirizzo energetico ambientale regionale è avvenuto. Dopo la tanto discussa delibera di approvazione del Progetto Zefiro nei mesi scorsi, infatti, su spinta delle associazioni ambientaliste, il Consiglio regionale, ha accolto, facendola diventare Legge, la sollecitazione di adeguare l’attuale normativa regionale alle linee guida nazionali, queste ultime, assai più rispettose dell’ambiente e dei Patrimoni Unesco. Ora – ha ribadito Rota – tocca alla Giunta ed ai vari dipartimenti dare corso a questa legge”. Il termine ultimo per fare opposizione la tar e tentare di non vedere le pale di 150 metri da tutta Matera è il 18 Settembre. Tutti i cittadini, le istituzioni, le associazioni e gli enti coinvolti potranno presentare, motivandole, le proprio opposizioni.

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