Lavori sui depuratori materani al via nel 2014

vlcsnap-2013-04-27-17h47m43s15Matera – L’estate 2013, i materani e i turisti della città dei Sassi la dovranno vivere, ancora, tra i cattivi odori che risalgono dal torrente Gravina ma dall’anno prossimo, tutto questo sarà forse soltanto un lontano ricordo. Quei 10 milioni di euro, infatti, messi a disposizione, da mesi, dal CIPE, a beneficio del potenziamento e dell’adeguamento dei depuratori Pantano, Sarra e Lamione, adesso hanno, se non proprio un crono programma preciso di utilizzo, quantomeno un termine ultimo per essere contrattualizzati a tale scopo che è il 31 dicembre 2013 inoltre hanno un non ben identificato inizio dei lavori che è collocato nella prossima primavera, ossia quella del 2014. La notizia arriva direttamente dal Comune di Matera dove nei giorni scorsi si è tenuto un incontro voluto dall’assessore all’ambiente Rocco Rivelli al quale hanno partecipato il presidente dell’Ente parco Murgia materana, Pierfrancesco Pellecchia, ed i rappresentanti di Regione Basilicata, Acquedotto Lucano e di Aato idrico. I lavori fanno sapere comprenderanno anche un parziale intervento di recupero e sistemazione del collettore situato nei pressi di piazza San Pietro Caveoso. Un altro problema affrontato riguarda lo scarico contemporaneo di acque bianche e nere nel centro storico. “Si tratta – hanno detto – di un problema antico che ci obbliga ad avviare un percorso rivolto a realizzare un sistema di separazione. Ma l’inquinamento del Torrente materano sappiamo bene arriva anche, se non principalmente, dalla Puglia, dal Torrente Jesce; è per questo, infatti che Pellecchia e Rivelli scriveranno a breve al Governatore Pugliese affinché si attivi presto quel promesso piano di monitoraggio sullo Jesce che prevedeva, ricordiamo, è vero si, la messa in sicurezza del depuratore di Contrada Sgarrone ma anche, non dobbiamo dimenticarlo, a carico di Comune di Altamura e Provincia di Bari: controlli ispettivi al fine di scongiurare eventuali altri scarichi abusivi come, sappiamo esserci già stati da verbali del Corpo forestale dello Stato. Poi, infine, le analisi di Acquedotto lucano nel Torrente Gravina. Al 24 Aprile i valori sono tutti nella norma; ma la puzza c’è, ci viene da aggiungere. Sappiamo anche di un monitoraggio Arpab su tutto il costone della Gravina, chissà cosa emergerebbe da quello?

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