Matera, vicenda Recinto Nino Rota: 4 condanne al Comune di Matera

via nino rotaMatera – Via Nino Rota a Matera continua a far parlare di sé. La vicenda, è più o meno nota a tutti, ossia: c’è una collina artificiale che sovrasta la strada, e sulla quale doveva nascere l’area camper, che è interessata, dal 2011, da preoccupanti fenomeni di cedimento. Una vicenda che, nasce quell’anno, se ci riferiamo solo al degrado della collina ma che parte male proprio in fase di progettazione, ossia molti anni prima. Proprio in merito alla questione è intervenuto, ieri, tramite comunicato stampa, il Consigliere comunale materano Adriano Pedicini il quale ricorda che sono arrivate a 4 le condanne nei confronti del Comune di Matera: una da parte del Tribunale materano, relativamente ai ricorsi presentati dagli inquilini per la messa in sicurezza dell’area e tre dal Consiglio di Stato, giunte esattamente il 10 di Aprile, commisurabili in pene pecuniarie del valore di un milione di euro. In estrema sintesi, le responsabilità del Comune di Matera in questa vicenda, in maniera trasversale alle diverse Giunte succedutesi negli ultimi anni, sembrerebbero siano state quelle di non aver supervisionato, vigilato e fatto rispettare la realizzazione di una strada a 4 corsie, (come da PRG) tutta su un piano, che avrebbe servito in eguale maniera sia gli edifici realizzati su un lato che quelli realizzato sul lato opposto dell’arteria. Allo stato attuale dei fatti, in effetti, le strutture dell’impresa Sigma, che prevedevano anche locali commerciali si ritrovano ad un piano inferiore, rispetto alla strada, quindi in una condizione di svantaggio. “Oggi – continua Pedicini – via Nino Rota si appresta a specchiarsi in un labirinto di intrighi burocratici fatto di mazzi di sentenze che affossano il Comune e con un commissario ad acta che cerca di trovare soluzioni difficili. A tutto questo – conclude il Consigliere comunale – si annette la spese di denaro pubblico sprecato, soldi di cittadini che pagano le tasse solo per coprire errori e nefandezze commesse da chi gestisce la cosa pubblica”. E magari, aggiungiamo, se tutto ciò fosse stato realizzato come nei piani neanche la collina avrebbe iniziato a cedere.

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