Consiglio Regionale, Fenice: voto su mozione, non su documento

consiglioPotenza – Alla fine, il documento conclusivo della Commissione regionale d’inchiesta su Fenice, che individua dei profili di responsabilità istituzionali, in merito all’inquinamento prodotto dal summenzionato inceneritore, nell’area San Nicola di Melfi, non è stato sottoposto all’approvazione della massima Assemblea territoriale. Il motivo alla base dell’inammissibilità del documento al vaglio dei voti lo ha spiegato, in riapertura di seduta di Consiglio regionale, il 27 Marzo, il Presidente del Consiglio regionale lucano, Vincenzo Santochirico. “La richiesta – ha detto Santochirico – non può essere accolta perchè andrebbe in contrasto con l’art. 44 del regolamento dello Statuto Regionale. Può essere soltanto votata in Commissione”. Pronta la risposta del richiedente, il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa, il quale, nel non condividere la decisione del Presidente Santochirico – ha parlato di lettura politica nell’interpretazione del regolamento statutario. Ciononostante il Consiglio regionale di Basilicata ha approvato a maggioranza una mozione che riguarda sempre l’inceneritore Fenice di Melfi con cui s’impegna: a rafforzare il ruolo dell’Arpab; a specificare le condizioni di attività dell’impianto al fine di stabilire ulteriori limiti, oltrepassati i quali, si preveda la sospensione dei lavori; e a prevedere nuovi controlli periodici sulle emissioni della struttura. Altre due mozioni, la prima di presentata da Enrico Mazzeo Cicchetti e Alessandro Singetta del Movimento Democratico, che prevedeva la sospensione dell’impianto, la seconda, presentata da Gianni Rosa e Mario Venezia di Fratelli d’Italia, che ne chiedeva la chiusura definitiva, sono state entrambe respinte. Rimandata, infine, al 4 di Aprile, la nomina dei grandi elettori lucani utili alla elezione del Presidente della Repubblica Italiana.

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