Rifiuti, Commissione parlamentare: Basilicata bocciata

monnezzaPotenza – La Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Basilicata boccia la terra di Lucania. “Rappresenta l’esempio lampante – dicono nell’ultima relazione – di quanto possa essere inefficiente la gestione della spazzatura; un fatto ancor più grave – fanno intendere – sopratutto in considerazione del fatto che vi è una produzione contenuta della stessa. Questo, per ragioni riconducibili sia al numero di abitanti sia alla crisi economica che porta, evidentemente, ad un contenimento dei consumi e, quindi, della produzione dei rifiuti”. E’ impietosa la relazione stilata dall’organo parlamentare. “Il dato sorprendente, ma che poi non sorprende più di tanto alla luce delle altre inchieste fino ad oggi effettuate – affermano – è la sovrapponibilità tra la situazione fotografata nel 2000 e i risultati appurati a dodici anni di distanza. Inquietante definiscono la vicenda dell’inceneritore La Fenice e questo per due motivi: “sia per l’inquinamento prodotto, sia per l’inefficienza spesso colposa, talvolta dolosa, che si registra in un più ampio sistema di controlli preventivi che, in Basilicata, come in altre regioni, ha dimostrato di non funzionare. A prescindere dal caso giudiziario specifico – continua il rapporto – che ancora è ‘sotto giudizio’, la Basilicata è un territorio che si caratterizza per una strutturale e congenita refrattarietà al controllo. I magistrati auditi manifestano la loro difficoltà nel controllare un territorio difficilmente accessibile come quello lucano. Se dunque, a questa refrattarietà naturale del territorio si aggiunge anche la negligenza o l’incompetenza o, ancora, la complicità di chi è deputato al controllo – continuano – ci si trova effettivamente di fronte ad un territorio trasformato in terra di nessuno. L’inquinamento – sottolineano – anche se di zone scarsamente abitate può determinare attraverso un meccanismo inarrestabile che coinvolge la catena alimentare conseguenze negative sulla salute dell’uomo. Poi – sempre tra le pagine del lavoro parlamentare – si parla di discariche abusive; non si comprende – si legge in questo caso – da dove provengano i rifiuti. In Basilicata la discarica classica è ancora utilizzata come forma prioritaria di gestione dei rifiuti, ossia per il ben 83%. Questo dato, di per sé, sarebbe già sufficiente per dimostrare l’arretratezza della regione in questo settore. Anche il legislatore nazionale – concludono – ha compreso la portata del problema attribuendo alla procura distrettuale antimafia la competenza per il reato di traffico illecito organizzato di rifiuti, ma anche introducendo il “reato presupposto” per l’avvio dell’azione di responsabilità amministrativa nei confronti degli enti e delle persone giuridiche”.

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