Dalla Commissione Sassi, ponte di ferro: per adesso rimane così

CIMG1110Matera – Continua l’indignazione delle associazioni Città Plurale e Mutamenti a Mezzogiorno per il risultato dei lavori di riqualificazione di Vico Commercio; il ponte in ferro che ripristina questa zona di crollo degli antichi Rioni Sassi, proprio non convince i due sodalizi materani nè gran parte della popolazione. Una cosa è certa, nel 2008, quando questo progetto di ristrutturazione, facente capo all’ingegner Antonello Pagliuca, fù presentato al Concorso di idee indetto dal Comune di Matera, fu definito “in accordo con i canoni stilistici e funzionali finora dei Rioni Sassi”. Tutto ciò, immaginiamo, anche con buona pace della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata che ad oggi, sollecitata dalle associazioni suddette , ancora non dà risposte ufficiali in merito. Ad esprimersi, invece, sulla vicenda, seppur con brevi dichiarazioni, è stato, l’Assessore ai Sassi Ina Macaione, peraltro membro di quella famosa Commissione giudicatrice; “spero non resti così – disse negli studi di trm h 24 qualche giorno fa – in realtà per quella zona era previsto un altro progetto meglio assorbito dal paesaggio; l’opera – concluse – credo non sia ancora finita”. A questo punto, per inciso, nascono altre domande spontanee, “qual era il progetto originale?”, “per quali motivi lo si è variato?”, “il ponte in ferro era anche nell’idea di partenza?” Ma lasciamo perdere, per adesso, quest’altro aspetto, anch’esso interessante, e torniamo al punto focale; dalla Commissione Sassi, riunitasi lunedì pomeriggio, per discutere proprio di questa vicenda, che tanto sta amareggiando la comunità materana, almeno quella attenta alle sorti dello storico quartiere, sarebbe emerso, udite udite, che “il famigerato ponte di metallo è purtroppo completato e resta così”. Questo almeno è quanto ci ha comunicato telefonicamente stamani, il presidente della Commissione, Nicola Trombetta, dopo aver ascoltato, lunedì, il progettista Pagliuca; senza nascondere la sua avversione alla soluzione della passerella in ferro, Trombetta, ha per il momento, proposto per attutire in qualche modo, il forte impatto dell’opera, l’affissione in prossimità del passaggio pedonale di una serie di foto storiche di quel luogo, che lo ritraggono com’era prima del crollo. Al di là di questa operazione, che definiremmo di vero e proprio maquillage, sarebbe auspicabile, invece, che la Commissione si riunisca ancora una volta sul tema per cercare di rimuovere del tutto quella che per molti materani è una vera e propria bruttura; tutto ciò, nella speranza che nel frattempo anche la struttura potentina della Soprintendenza per i beni architettonici si ridesti dal suo torpore.

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