Un ponte in ferro da cancellare nei rioni Sassi

Matera – Cresce l’indignazione dei materani per il risultato della riqualificazione di Vico Commercio; le immagini crediamo parlino da sole. La dissonanza di questo nuove ponte di ferro, nel contesto paesaggistico materano per eccellenza, ossia i Sassi, ha una forza dirompente tale da aver creato, ieri, 5 Dicembre, indignazione, a fiumi, tra i commenti dei social network. Incredulità, voglia d’indagare sulle responsabilità, scempio, voglia di cancellarlo il più presto possibile, richiami ai vincoli paesaggistici; queste i principali strali lanciati dai materani. E come darli torto. Ebbene, il progetto che ha partorito tutto ciò, stando ai documenti recuperati su internet, dovrebbe far capo all’Ingegner Antonello Pagliuca, primo classificato in un concorso di idee, indetto dal Comune nel 2007. La commissione giudicatrice presieduta dal dirigente Giuseppe Montemurro e composta da Francesco Tataranni, Mario Maragno, Ina Macaione, Gennaro Larocca e Maria Rosaria Appio la giudicarono, pensate, nel 2008, in questi termini: ossia in accordo con i canoni stilistici e funzionali finora eseguiti nel processo di recupero e di riqualificazione dei Rioni Sassi. Ma com’è possibile ci chiediamo accettare un ponte in ferro quando, invece, per mettere una fioriera è necessario che questa sia in terracotta grezza, o quando per sostituire una balconata bisogna, comunque, chiedere il permesso al Comune affinché questa sia armonizzata con il contesto? Domande che non trovano risposte ma solo atroci constatazione di paradossi. Tra coloro i quali parteciparono a quella Commissione anche l’attuale assessore ai sassi Ina Macaione, la quale così si è espressa qualche giorno fa negli studi di Trm h 24. Spero non resti così, questo ponte, Assessore? “Spero anch’io, il progetto originale prevedeva una parte in corte  che veniva meglio assorbita dal paesaggio. Adesso credo che, forse, non è ancora concluso il cantiere e comunque adesso mi occuperò personalmente di capire come sta andando la cosa”. Nella speranza che ciò avvenga, intanto aspettiamo che si esprima anche la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata nella persona dell’architetto Francesco Canestrini sollecitato via mail già da una settimana parte dell’associazione Città Plurale.

 

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