Concorso scuola: FLC CGIL Basilicata non dice no, ma subito immissione per 70.000 precari

Matera – A distanza di 13 anni arriva una nuova speranza per i docenti scolastici precari italiani.  Prevista, infatti, per il 24 Settembre la pubblicazione di un bando di concorso; un’occasione grazie alla quale 11892 cattedre potranno essere occupate. Nonostante ciò, serpeggia malumore tra gli aspiranti professori; e per questo motivo che abbiamo chiesto, in merito, il parere di Eustachio Nicoletti Segretario Provinciale e Regionale FLC CGIL Basilicata.  “I concorsi – ha detto Nicoletti –  sono sempre una buona notizia – ma in questo caso ritengo sia utile dare una informazione  più precisa. Il Ministro Profumo – ha precisato Nicoletti – ha annunciato, è vero, questo concorso ma senza tener conto della situazione in cui, in questi anni, anche grazie ai tagli, si trova il mondo della scuola: sono stati creati, infatti, 240.000 precari all’interno di graduatorie. Persone, queste, con in media 10 anni di lavoro alle spalle che aspettano una sacrosanta ‘immissione in ruolo. Questo concorso non risolve la questione meritocratica e non risolve la questione di altri precari storici che hanno superato l’ultimo concorso del ’99 e che hanno, per questo, conseguito un procedimento meritocratico. La proposta della FLG CIGIL Basilicata – sottolinea il Segretario lucano – non è quella di dire no al concorso ma di pretendere, che i 70-80.000 posti, che sono disponibili, siano tutti per i precari storici; questo si che sarebbe un modo per dare stabilizzazione al lavoro e qualità all’offerta formativa. I numeri della Basilicata – continua – sono disastrosi; in sei anni noi abbiamo perso qualcosa come 3800 posti, che equivalgono alla FIAT per intero: una disoccupazione del precariato abnorme calcolando che molti nostri dei nostri precari sono emigrati in altre realtà. Nonostante questo, le nostre graduatorie sono molte lunghe con all’interno giovani che, oltre ad aver superato il concorso del ’99, hanno fatto tanti corsi di specializzazione universitari. Questo grida vendetta ed una immediata immissione in ruolo.       

 

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