“Amici del Parco” su acqua pubblica materana: bene i fontanini, male il torrente Gravina

Matera – L’associazione Amici del parco della Murgia materana si consola con la qualità l’acqua dei fontanili materani e montesi e con l’educazione ambientale; già, perchè se volesse occuparsi soltanto della qualità dell’acqua che scorre in casa propria, ossia nel Parco, avrebbe poco da stare allegra. Come si sa, il torrente Gravina è inquinato e lo è, ormai, da anni. Ma lasciamo, per un attimo, le dolenti note per parlare, appunto, dell’iniziativa “Acqua pubblica: dalle canalizzazioni del passato ai fontanili del presente”, presentato, stamani, presso la sede dell’Ente Parco Murgia materana, da Amici del Parco, Ente Parco e Comune di Matera. Con questo progetto, realizzato nell’ambito del Programma Epos del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, i ragazzi e i docenti delle scuola media Torraca di Matera e dell’Istituto comprensivo Salinari Palazzo di Montescaglioso, hanno imparato qualcosa in più sull’acqua e sulla storia di questo elemento nel nostro territorio; in poche parole, sono passati dalla scoperta dei più antichi sistemi di raccolta delle acque di Murgia Timone al censimento dei fontanili materani e montesi (50 in tutto) fino all’analisi dell’acqua che sgorga da questi ultimi. L’esame l’ha decretata buona per Ph, Durezza, Nitrati, Nitriti, Solfati e Cloruri. Obiettivo centrato per l’associazione: ossia quello di aver diffuso l’educazione e la sostenibilità ambientale tra le giovani generazioni. “Stessa soddisfazione, però, non si può esprimere per il Torrente Gravina – ha sottolineato il Presidente dell’Ente Parco Pierfancesco Pellecchia; l’inquinamento del corso d’acqua materano – ha continuato – è così invasivo, purtroppo, che inibisce e blocca anche il progetto che avevamo in mente di collegare con un sentiero Murgia Timone ed il Belvedere. Non siamo convinti che il depuratore pugliese di Contrada Sgarrone funzioni – come ha affermato l’ultima riunione congiunta di Arpa Puglia e Basilicata e chiederemo un altro incontro per verificare meglio la situazione”. Circa gli scarichi abusivi sul torrente Jesce – ha concluso Pellecchia – “abbiamo da 4 anni circa interessato la Procura della Repubblica di Matera ma senza nessun riscontro. Per meglio vigilare, invece, sugli scarichi abusivi nel Canyon della Gravina prevederemo a breve un servizio di guardianìa”.

 

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