Inquinamento Jesce: il cerchio si stringe sugli scarichi abusivi

Matera – Il depuratore di Contrada Sgarrone ad Altamura funziona, ma il torrente Jesce continua ad essere inquinato. E’ legittimo pensare a scarichi abusivi tra Matera ed la città pugliese? La deduzione non solo è doverosa ma è anche confortata dal verbale che il 3 maggio 2012, Arpa Puglia e Basilicata, Acquedotto Pugliese e Provincia di Matera, hanno consegnato alla Regione Basilicata dopo il sopralluogo effettuato sul corso d’acqua. “Dalla visione delle analisi effettuate sui campioni prelevati dal depuratore suddetto si evince un sostanziale buon funzionamento dello stesso a meno di qualche lieve superamento dei valori limite previsti per quanto riguarda i tensioattivi anionici e l’azoto totale. Sostanziale rispetto anche dei limiti tabellari imposti dalla norma per lo scarico prodotto”. Decisamente diversa è invece la situazione tra il tratto a valle del depuratore fino al confine provinciale; “enorme è il superamento dei valori tensioattivi, di azoto, e fosforo etc., che lasciano presupporre nuove immisioni di reflui nel tratto che va dal depuratore al confine tra la provincia di Bari e di Matera. Le cause di un così pronunciato inquinamento – dice chiaramente il verbale – sono sicuramente da ricercarsi in probabili scarichi abusivi puntuali di natura domestica, agricola, nonché, industriale”. Tutte tipologie di scarichi che andrebbero indagate per risalire, a questo punto, ai colpevoli. Stessa conclusione è quella che ha maturato Acquedotto Lucano e che emerge anche dal report fotografico realizzato sempre in occasione del sopralluogo istituzionale. Alvei pieni di schiuma, macchie scure molto dense e carcasse di bovini in decomposizione. Tutti ingredienti che vanno a deliziare anche quest’anno il Torrente Gravina, confluente dello Jesce, il quale mentre passa per la turistica città dei Sassi, abbevera le nostre pregiate mucche podoliche.

 

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