Pino Aprile racconta l’altro Risorgimento. I giovani e il web, le speranze del Sud

Matera – “Centocinquant’anni fa, qui al Sud, c’è stata una vera e propria guerra”. Sono le parole con cui il giornalista pugliese Pino Aprile ha aperto Venerdì 23 Marzo, la presentazione del suo ultimo libro “Giù al Sud. Perchè i terroni salveranno l’Italia”, testo strettamente connesso al più noto “Terroni” del 2010, best seller da un milione di copie vendute.  In nome dell’Unità nazionale – si legge dalle prime pagine di quest’ultimo testo – i così detti fratelli d’Italia ebbero il diritto di saccheggio delle città meridionali, allo stessa stregua dei Lanzichenecchi a Roma, dei marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria e Pinochet in Cile; a questo seguirono tasse inique, svuotate furono le banche del Sud a favore di quelle del Nord, chiuse furono le nostre fabbriche. Il Regno delle Due Sicile – è bene saperlo – era uno dei paesi più industrializzati del mondo. “Un danno – continua Aprile – che ha provocato un’emigrazione indotta di 20 milioni di persone in 90 anni; mai prima di allora i meridionali avevano abbandonato il loro territorio”. Dati storici, inconfutabili che lo stesso Aprile invita a leggere non dalle pagine del suo libro ma dagli Archivi di Stato, dalle fonti dirette. “Come succede per tutti i vinti, gli sconfitti – continua il giornalista – l’umiliazione fu così tanta che ci vergognammo della nostra cultura, della nostra tradizione; tutto quello che ci inorgogliva diventò imbarazzo, cosa da nascondere. Si potrebbe raccontare tutto il Sud, e quello appena detto – dice Aprile – non uscendo, per esempio, dalla stessa Matera con la storia dei suoi Sassi. Esempio mirabile di adattamento dell’uomo al territorio in principio, poi vergogna, ora di nuovo vanto. Ed è da questo ritrovato orgoglio che bisogna ripartire”. Nel suo ultimo testo, Giu al sud, infatti, Aprile racconta di un meridione fatto di giovani che, finalmente sgombri da ogni retaggio legato ad un passato di oppressioni, stanno costruendo in silenzio, grazie anche alle opportunità del web, un nuovo Sud, forse, una nuova Italia. Un ragazzo di Gravina Antonio Cucco Fiore, 24 anni, ha scoperto che il padre di un particolare latticino il Provolone è di Gravina in Puglia, e avvia così una bottega on line di successo. Non tutti sanno che le politiche sociali del sindaco di Riace in Calabria, Domenico Lucano, 35 anni, sono apprezzate in tutto il mondo; tanto che, questi, sarà candidato al Nobel per la pace.

 

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