Il potere del petrolio lucano e l’impotenza di Vito De Filippo ieri sera su La7

Matera – Andiamo per ordine. La domanda iniziale che si poneva il programma Gli intoccabili andato in onda ieri sera su La 7 era “Chi ci guadagna dal petrolio lucano?” Da tutta una serie di interviste fatte e percentuali esposte sembra che alla fine siano: proprio il cane a sei zampe dell’ Eni e lo stesso Stato a mettersi in tasca la parte più consistente del ricavato. Già, perchè dei 7 milioni di euro al giorno che frutta l’impianto in Val D’Agri bisogna considerare che il 64% viene prelevato dal fisco, quindi va nelle casse dello Stato, che è al contempo azionista dell’azienda petrolifera per ben il 30%; un giro di soldi abbastanza stravagante. E’ per questo che è risultata una vittoria l’approvazione, il 28 Febbraio, dell’art.16 delle liberalizzazioni che riconosce invece alle Regioni una quota di queste risorse fiscali che, a sua volta, dovrà essere utilizzata in sviluppo. Poi, ci sono le royalties, quel 7%, sui proventi petroliferi, che da 20 anni va ai Comuni e alle Regioni. Ieri sera, sono stati fatti dei numeri più precisi: al Comune di Viggiano, per esempio, a partire dal 2005, sono andati, annualmente, cifre oscillanti sui 10 milioni di euro. Soldi, sulla carta, dedicati a servizi sociali, attività culturali, strade e ammodernamento di agricoltura e impresa; in questo caso l’interrogativo rimane appeso perché sinceramente non ci è parso di percepire soddisfazione, su questi temi, dai cittadini Viggianesi, i quali, hanno lamentato, invece, solo fame e aziende devastate. Dove vengono spese quelle, seppur, basse royalties che arrivano in Basilicata? I soldi che arrivano dal sottosuolo pare che per una strana legge della fisica rimangano sospesi in aria; non scendano più tra i comuni mortali. Ed in tema di interrogativi appesi, tale rimane anche il perché la Regione non debba poter controllare quanti barili estrae l’Eni. Su questo De Filippo, davanti alle telecamere di La7 si è detto garantista: “sarebbe clamoroso – ha affermato – se ci fossero malversazioni, da parte di un’azienda che per il 30% è dello Stato”. Poi, lo strano caso dei lavoratori assunti nel Centro Oli. La maggior parte di questi non sono Lucani perché non hanno un’adeguata formazione. Basta formarli – ci verrebbe da dire!!! Solo l’anno scorso, con Assoil, è nata una scuola di formazione sul posto per i lavoratori. Anche questo, sinceramente, emerge, dopo 20 anni, non proprio come un ottimo risultato. Poi, De Filippo si è sbottonato sulla bonus card: “100 euro all’anno di idrocarburi gratis ai patentati lucani sono una cosa iniqua; ci siamo quasi incatenati ma non c’è stato niente da fare – ha detto”.  In tutto ciò, langue anche il territorio di Corleto Perticara, per sversamenti di fanghi petroliferi in terreni agricoli; altri 50.000 barili al giorno verranno estratti, a breve, da Tempa Rossa. In altre parole, ci è parso, che in questa Regione, sul tema petrolio, l’Istituzione non abbia bene in mano la situazione.

 

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