La democrazia diretta di Matera cambia

Matera – La democrazia diretta esiste. E’ nella Costituzione Italiana; è sui libri di scuola; è, a quanto pare, anche nello Statuto del Comune di Matera; “ci sarebbero, nel regolamento di città – dice il Movimento politico Matera Cambia – tutti requisiti per potere pretendere, anche a livello comunale, lo svolgimento di appositi referendum su materie di interesse cittadino o per poter rivolgere istanze e petizioni. C’è solo un problema – continuano gli attivisti materani; al momento, tutti questi strumenti di partecipazione popolare sono bloccati e negati dalla mancanza di regolamenti attuativi”. La democrazia diretta esiste, c’è – fanno intendere – ma sarà sempre e solo ornamento, se non ci sarà il Comune a darle attuazione. “Cosicché – deduce Matera Cambia – la massima istituzione, in questa città, nega questo tipo di democrazia ed i cittadini devono ancora subire, esattamente come nel Feudalesimo, il diktat del re potentino De Filippo e dei suoi Vassalli, Valvassori e Valvassini”. Per questo motivo, il sodalizio ha deciso di mettere formalmente in mora il Comune di Matera chiedendo l’immediata attivazione dei suddetti istituti previsti dalla Legge e dallo stesso Statuto Comunale. “Lo strumento del Referendum consultivo – fanno sapere inoltre – si potrebbe da subito sfruttare; ad esempio chiedendo alla cittadinanza, attraverso di esso, se sia giusto oppure no affidare alle Ferrovie Appulo Lucane 8 milioni e 700 mila euro di soldi pubblici derivanti dai PISUS per prolungare la tratta ferroviaria da Lanera fino all’ospedale Madonna delle Grazie. Un’opera – continuano – inutile e costosa che non servirà ai cittadini materani né ora né nel futuro”. Insomma che la sovranità sia del popolo, questo principio scritto nella Costituzione sin dal 1948, sembra se ne stiano accorgendo un po’ tutti ultimamente: show man, cantanti, opinion leader nazionali o locali. Sarebbe il caso di chiedersi anche il perché di questa grande tendenza?

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