Il consiglio comunale di Matera parla di gioco d’azzardo

Matera – “E’ uno di quei fenomeni che non risente della crisi, ma della stessa crisi si avvantaggia per crescere”. Sono le parole con cui Nunzia Antezza, Presidente della Commissione alle Politiche Sociali, al Comune di Matera, ha stigmatizzato, questa mattina, il fenomeno del gioco d’azzardo nella città  dei Sassi, non escludendolo dal trend di crescita a livello nazionale; nel 2011, in Italia – dice – si sono già spesi più di 70 miliardi di euro. Il contesto in cui se n’è parlato è stato una seduta informale del Consiglio comunale alla quale era anche presente Don Basilio Gavazzeni, presidente della fondazione antiusura Mons Cavalla. “Per conto mio a questo punto – dice quest’ultimo – mi preoccupo di meno dell’usura che del gioco d’azzardo; il gioco d’azzardo diventa una vera ghigliottina”.  Isidoro Gollo direttore dell’unità operativa di psicologia dell’Azienda sanitaria di Matera ha affermato che il Sert della città dei Sassi registra, tra le persone che da loro si rivolgono, un 80% di patologie per problematiche legate a dipendenza generica; di questo 80%, circa il 20% è legato al gioco d’azzardo. Tra gli ospiti della seduta informale del Consiglio comunale di Matera, anche Maurizio Fiasco, sociologo romano da tempo impegnato sul tema. “I numeri che preoccupano – dice Fiasco – sono facilmente riassumibili: ogni italiano, e quindi anche ogni materano, spende di ciò che è registrato (perchè poi c’è da aggiungere anche quel che non è registrato), circa 1000 euro ogni 12 mesi”. “Tutto ciò danneggia il vissuto di una città che non vive in pace – riprende Gavazzeni – perchè le sue famiglie sono spezzate”. “Per arginare il fenomeno – chiude Fiasco – già è importante che oggi se ne parli in un Consiglio comunale (è una cosa abbastanza rara  anzi quasi unica aggiunge); poi, sul piano ammministrativo, si dovrebbero contenere l’impatto e i guasti che le installazioni di giochi provocano alla città, mentre, sul piano delle politiche sociali, si dovrebbe provare a tirar fuori molte famiglie da una situazione di gravissima insofferenza”.