Alluvione del primo marzo. Il Comitato Terre Joniche annuncia le maniere forti

Matera – L’alluvione abbattutosi nel Metapontino, il primo Marzo scorso, continua a far parlare di se. Il motivo è semplice. I danni sono tanti ma, a quanto pare, a livello di Governo centrale, non ci sono i presupposti affinchè arrivino gli opportuni aiuti. Ad oggi, in base ad una stima della Regione Basilicata, si parla di 250.000.000 di euro di danni e di 200 aziende con, in media, 20 o 30 unità lavorative ciascuna, messe sul lastrico. Qual’è il punto che blocca tutto? “Il decreto ‘Mille proroghe ‘ del 26 Febbraio – ha detto stamane, in una conferenza stampa, al Comune di Matera, Gianni Fabbris, portavoce del Comitato Terre Joniche-  ha stabilito che, nei casi d’emergenza, le Regioni debbano autofinanziarsi i danni anche tramite l’aumento delle proprie tasse; questo è un nodo inaccettabile ed ora siamo sempre più determinati a sbloccarlo.  Tre giorni fa  in una affollatissima assemblea con i Sindaci, con le parti sociali ed il Comitato – ha aggiunto Fabbris – mentre era in corso lo sciopero della fame, abbiamo deciso tutti insieme, che, se entro ieri sera, non fossero arrivate le risposte che ci aspettavamo, questo territorio, avrebbe dovuto rispondere adeguatamente. Oggi, constatato che, di risposte, non ne sono arrivate, chiediamo, innanzitutto, il primo passo minimo di dignità dovuto e cioè che, dopo la dichiarazione di stato di emergenza, venga nominato il Commissario straordinario da parte del presidente Berlusconi  con tutti  i poteri necessari per poter operare. Tutto questo, pensate, fino a qualche mese fa, era una prassi normale; tutto questo è stato fatto in Veneto nell’alluvione dell’Autunno in una sola settimana. Qui, invece sono cinque mesi che attendiamo e non c’è alcuna risposta”. E l’estate si preannuncia più calda del solito nel Metapontino; infatti, se non arriveranno le giuste risposte dal Governo, si va profilando una stagione di dure proteste che ci rimandano con la memoria alla Scanzano antinucleare del 2003. “Stiamo concentrando i trattori ed i mezzi sulla strada – conclude –  e, nelle prossime ore, noi cominceremo a muoverci. Chiediamo ai cittadini scusa, in anticipo, per qualsiasi disagio dovesse accadere; al contempo, chiediamo loro di essere con noi. Va organizzata la risposta  insieme ai Sindaci, alle Province coinvolgendo tutti, perchè abbiamo bisogno, entro mercoledì, massimo giovedì della prossima settimana, ossia prima che il Parlamento ed il Governo chiudano per ferie, della suddetta ordinanza del Consiglio dei Ministri”.

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