Bentornata Elisa. Celebrati i funerali della giovane ragazza potentina

Potenza –  Un applauso lungo ed intenso di circa 15.000 persone ha salutato l’arrivo del feretro di Elisa Claps, stamani, in Piazza Don Bosco, a Potenza; l’arrivo della bara bianca della giovane ragazza potentina, verso le 9,30, aveva più il sapore del bentornato che dell’addio. Ed infatti, queste sono state le prime proferite parole sia dal sindaco di Potenza Vito Santarsiero, che da Don Marcello Cozzi: “ben tornata Elisa”. Il sindaco, in apertura, ha sottolineato le similitudini tra l’omicidio della inglese Heather Barnett, per il quale Danilo Restivo è già stato condannato all’ergastolo, e quello di Elisa Claps; una messaggio eloquente, quello del primo cittadino, che elimina sempre più i dubbi sul responsabile dell’omicidio potentino che già dall’inizio della vicenda vedeva fortemente coinvolto il trentanovenne originario del capoluogo lucano. “Dal 12 settembre del 1993, anno della scomparsa dell’allora sedicenne Elisa, 18 lunghi anni di silenzio, preghiera perdono – ha detto Don Marcello Cozzi nella sua omelia – ma poi, il prete, al contempo coordinatore regionale dell’associazione lucana Libera – ha sbottato – com’è stato possibile che tutto ciò avvenisse nella tua chiesa, Signore? Il riferimento era chiaramente rivolto al ritrovamento del cadavere di Elisa nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, un anno fa, il 17marzo 2010. Poi, ha proseguito “vorrei raccontarti, signore, di chi si è preoccupato, in questi anni, più della propria immagine sociale che di risolvere un caso. Lo stato – ha detto – con le sue istituzioni era del tutto assente”. E proprio per questo motivo ha richiamato, poi, alla verità, quella che ci rende liberi. “In Basilicata – ha sottolineato – le verità invece di essere gridate sui tetti, rimangono nei sottotetti. Ma non c’è puzza di putrefazione che riuscirà a sopprimere il nostro odore di verità giustizia e amore, soprattutto quello che arriva dai più giovani, quelli ancora liberi dal compromesso. L’obiettivo, ora – ha concluso – è ricostituire l’abbraccio di una comunità autentica libera che provi a ridare alla famiglia Claps la tenerezza di quel fiore strappato”.

Share Button