Gli allarmi sulla pasta di Anlac e Campo. Di Pietro raccoglie il monito.

Matera – Giovedi pomeriggio, come preannunciato, nella conferenza stampa di mercoledì mattina, si è tenuto, a Matera, presso l’hotel San Domenico,  il convegno: “Mercato, giustizia e sicurezza agroalimentare. Il caso delle filiere cerealicole e cunicole”. I promotori dell’iniziativa l’Anlac (associazione liberi allevatori di conigli) e Campo (consorzio dei panificatori e dei mugnai) hanno portato a conoscenza della platea e degli ospiti d’eccezione, tra cui il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, i risultati di un indagine condotta dall’Università Federico II di Napoli su alcuni campioni di pasta di grandi marche. A preoccupare, è la presenza, rilevata, della micotossina Don, (tecnicamente deossinivalenovolo) elemento tipico dei grani prodotti nei paesi oltre il 41° parallelo. Arrivano nei mercati italiani – dicono – perché rivenduti a prezzi bassissimi dai paesi produttori; una volta qui, sono tagliati, mischiati con il grano duro italiano e avviati alla produzione. Tra i maggiori danni alla salute – emerge da studi dell’Università di Tolosa I.N.R.A., esposti sempre giovedì da Anlac e Campo – l’aumento del livello di permeabilità intestinale con conseguente alterazione metabolica, configurabile in: meteorismo, gonfiori o addirittura anemie. Le conseguenze sono anche economiche: “per chi tenta di agire nel rispetto delle norme – aggiungono, infatti – diventa difficile operare in un mercato distorto da materie prime a costi così bassi ma allo stesso tempo nocive”. L’onorevole IDV Antonio Di Pietro, ascoltata la delicata questione, ha promesso, già dalla prossima settimana, un’interrogazione in Parlamento e interventi, in merito, durante la nota trasmissione di Rai 3 Ballarò, assicurando che sottolineerà anche la petizione a riguardo indirizzata dalle associazioni al presidente del Parlamento Europeo. Per risolvere la questione – riprendono infatti Anlac e Campo – basterebbe un’attenta osservanza del Regolamento Comunitario 1881 del 2006, che prevede la disciplina dei valori tossicologici dei prodotti agroalimentari e la revisione del Decreto Borsa merci del 1913, troppo antico, per il nuovo mercato.

 

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