Anlac e Campo allarmano sui grani tossici in vista dell’incontro con Di Pietro

Matera – Mercato, giustizia e sicurezza agroalimentare. Il caso delle filiere cerealicole e cunicole. Questo, il tema del convegno che si terrà nel pomeriggio di domani, 21 Aprile, a Matera, i cui principali punti sono stati illustrati, stamani, dai promotori dell’inziativa: l’Anlac (l’associazione nazionale liberi allevatori di conigli) ed il CAMPO (il consorzio di agricoltori mugnai pastai e panificatori organizzati). Andrea Di Benedetto, presidente di quest’ultimi, ha allarmato, supportato da studi condotti dall’Università Federico II di Napoli, sulla presenza della tossina Don (tecnicamente deossinivalenovolo) nel grano duro italiano. “Questo grano malato, comprato a prezzi bassissimi dalle multinazionali alimentari, e tagliato con i grani duri italiani, è presente quotidianamente sulle nostre tavole, sotto marchi molto noti – dice.  Approfittermo della presenza, al convegno, dell’onorevole Antonio Di Pietro, per chiedere l’applicazione del regolamento comunitario 18 del 1981, che prevede la disciplina dei valori tossicologici all’interno dei prodotti agroalimentari”. Saverio Debonis di Anlac ha invece sottolineato più il risvolto economico della faccenda: “diventa difficile competere con un mercato così distorto per chi tenta di operare nel rispetto delle norme e quindi sostiene dei costi maggiori. Sensibilizzeremo, pertanto, Dipietro sulla necessità di revisione del decreto della borsa merci del 1903″. In generale, ci s’interrogherà all’interno dell’incontro di giovedì sul perchè nel nostro paese sia stato alzato il limite di Don nel grano a 1750 (nanogrammi per grammo), quando gli stessi paesi produttori di questo cereale nocivo lo hanno fissato a 1000 (nanogrammi per grammo).

 

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