La crisi finanziaria secondo i liberisti

 

Alberto Mingardi

Matera – Per definizione, il libero mercato è quell’economia in cui i prezzi dei beni e dei servizi sono raggiunti dalla mutua interazione tra venditori e acquirenti, senza una pianificazione da parte dei Governi. La crisi ha ucciso il libero mercato? è l’interrogativo, invece, che si pone Alberto Mingardi, nel titolo del suo libro presentato, ieri sera, presso l’Hotel Sant’Angelo, a Matera. Una questione provocatoria che rimanda subito ad una domanda da porre al contrario. Ma quanto il libero mercato ha provocato la crisi? “Se per libero mercato intendiamo un mercato del tutto privo di regole – dice Giovanni Ancona, ordinario di politica economica presso l’Università degli Studi di Bari – allora può anche accadere che, in occasione di stipulazione di contratti, nei quali esistono disparità nelle conoscenze degli operatori, la parte dotata di maggiori conoscenze si approfitti della parte dotata di minori conoscenze”. “Il libero mercato non ha contribuito, invece, al verificarsi della crisi finanziaria del 2007-2008 – sostiene lo scrittore Alberto Mingardi, direttore generale dell’istituto Bruno Leoni, organismo di stampo liberista – al contrario, sono state alcune grandi istituzioni pubbliche come banche centrali, i regolatori del mondo finanziario, a fallire in un modo davvero disastroso nelle loro capacità di prevenire deteminati rischi sistemici”. Quali sono, ad oggi, invece, le guide per poter combattere questa situazione di empasse economico in cui versa l’economia mondiale? “Su alcune cose, sicuramente scrivere un pò meglio le regole – continua il professor Ancona  – e, sul resto, non limitare l’intervento al solo campo della finanza, con politiche monetarie ad hoc, proprio perchè la crisi è diffusa anche al settore reale dell’economia”. “Ora, la crisi riguarda ancora più da vicino le istituzioni pubbliche – interviene Mingardi – perchè per cercare di risolvere questi fallimenti si è creato ancora più azzardo morale cioè si è intervenuti salvando banche ed istituzioni finanziarie in difficoltà. Questo, non agevola un comportamento corretto da parte degli attori economici, al contrario, consente loro di prendere troppi rischi sbagliati e porta ad avere una situazione in cui, noi, rischiamo di avere due esiti paradossali nello stesso momento: i debiti pubblici che esplodono a causa dei salvataggi in molti paesi e nello stesso tempo l’azzoppamento del libero mercato che, come dire, non può esistere senza il fallimento”. L’incontro è stato organizzato dalla sezione materana della Giovane Italia, movimento politico giovanile della Pdl; ed è stato moderato dal giornalista di Rai Uno, Alessandro Sansoni.

Share Button