Basentana riaperta a metà. Si continuano a cercare cause e responsabilità.

Matera – Oggi, 26 Marzo 2011 ha riaperto la carreggiata Nord della strada statale 407 Basentana, in corrispondenza del km 37.5. Un tratto, ormai diventato, tristemente famoso, dal primo marzo, data in cui un forte nubifragio ne provocava il cedimento della carreggiata a sud. Il senso di marcia destinato, in situazioni di normalità, solo al traffico proveniente da Matera verso Potenza consentirà, ora, entrambi i flussi. “Questo avviene, dopo aver effettuato tutte le prove di carico del caso sulla stabilità della struttura – dice il capo nucleo Anas Domenico Camporeale – stiamo ridando, così, alla Regione Basilicata una transitabilità accettabile e temporanea in attesa del completo ripristino della statale”. Intanto, nei giorni scorsi, sono state pubblicate alcune schede tecniche che ravvisavano, già dal 2007, situazioni di pericolo importanti per le campate del viadotto interessate dal crollo; dal canto suo la Procura della Repubblica di Matera ha aperto un’inchiesta. “Siamo estremamente tranquilli su questa situazione – continua Camporeale – perchè le schede tecniche, per quanto mi risulta, dall’Autorità di Bacino indicavano le situazioni dell’alveo e le situazioni regolari e di buono stato delle stesse opere del viadotto, quindi, queste, sono cose che ci confortano e ci danno serenità”. L’impressione, in questi casi, è che la tecnica sia sempre quella dello scarica barile. Al fine di stabilire un’unica verità, i tecnici dell’Università di Basilicata, su incarico della Procura della Repubblica di Matera, stanno studiando la questione. Il tratto in esame è il terreno sottostante la parte ceduta che, dal 22 marzo, tra l’altro, è stata definitivamente demolita per consentire il ripristino e le analisi del caso. Entro 120 giorni ne seguirà una relazione che dovrebbe individuare le cause del misfatto. “Dobbiamo capire se c’è stato un difetto di progettazione, oppure di esecuzione, oppure di scarsa manutenzione – dice la professoressa Caterina Di Maio dell’Università degli studi di Basilicata –  dovremmo cercare di capire come mai questa pila ha ceduto. Ad ora, non le posso dire niente, fino a quando non arriveremo a delle conclusioni che hanno una certa probablità di essere vere”. E mentre la professoressa Di majo ha già anticipato si sia trattato di un evento meteorologico importante, senza esprimersi sulle schede tecniche pubblicate, qualche giorno fa, denuncianti pericolosità pregresse, abbiamo cerchiato di stimare una riapertura totale. “Il nostro impegno sarà altrettanto celere e puntuale – chiude Camporeale. Non dipenderà da noi, dipenderà dai fondi che ci metteranno a disposizione. Non posso esprimermi nè sui costi nè sui tempi, perchè siamo, tra l’altro, in fase di progettazione ed in fase di studio”.

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