Mutamenti a mezzogiorno contesta i nuovi strumenti urbanistici

MATERA – “Il programma elettorale della giunta comunale di Matera si sta contraddicendo nei fatti. Esempi ne sono, il regolamento urbanistico di Gianluigi Nigro, in presentazione, il prossimo12 febbraio, a Matera ed il Piano casa, quest’ultimo, comprendente 23 proposte o manifestazioni d’interesse, che, se pur soggette ancora a criteri di selezione, presentano casi già inaccettabili in partenza”. Lo ha detto, ieri sera, presso i locali di Sui Generis, in via delle Beccherie, Michele Morelli, presidente dell’associazione Mutamenti a Mezzogiorno, presentando una sua radiografia degli strumenti urbanistici di prossima discussione nella città dei Sassi. “Questa pianificazione non valorizza la città perchè non parte né da un quadro conoscitivo della stessa – continua – né dal suo fabbisogno abitativo, in quanto, non c’è un osservatorio. Dal momento che il Piano casa ha tra le finalità, come si evince dalla L.R. 25 del 2009, la riqualificazione del patrimoni edilizio esistente allorchè si voglia costruire in questo regime, non comprendiamo perchè sono previsti interventi di tale natura nella zona di Matera ’90, che tale necessità non ha. Il Mulino Alvino come l’area ex Barilla verranno dichiarati impianti dismessi, nel prossimo regolamento; ma un comma dello stesso piano conferisce, poi, a tali dismissioni la medesima natura delle aree adiacenti, quindi: residenziali, per di più, senza contropartita pubblica. Sull’area verde, tra il tribunale e l’istituto tecnico commerciale Loperfido, attualmente di proprietà della Provincia, sono previsti 45 alloggi, vorremmo capirne il motivo, dato che questo spazio ha già dato, in termini di carico edilizio, al centro direzionale”. Si sposta, poi, Morelli sul Giardino Porcari, dove dice “non ci sarà più garage di proprietà pubblica ma solo di uso pubblico, su Serra Venerdì e Serra Rifusa dove  rimarranno gli stessi carichi edilizi, pur insistendovi, qui, rischi idrogeologici di tipo 2, confermati dalla recente cronaca. A queste varianti pericolose, indirizzate  più che altro alla politica del mattone, noi, preferiamo, in generale, l’espansione in aree Peep, dato che l’edilizia sociale, prevista nella misura del 40% nei progetti del Piano casa, non è stabilito che sarà tutta a canone controllato e non comprende case popolari”.

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