La storia infinita dei diritti negati ai lavoratori esposti all’amianto

Matera – Continua la battaglia infinita dell’Associazione Italiana Esposti Amianto, sezione Val Basento, per il riconoscimento, ai lavoratori di queste aree, dei diritti negati in seguito alle condizioni di lavoro insalubri sopportate negli anni. Nella fattispecie, si è tenuta il 15 gennaio, in quel di Marconia, una conferenza, indetta dal sodalizio presieduto da Mario Murgia, per fare il punto della situazione, alla quale hanno partecipato lavoratori, istituzioni locali, nazionali e sindacati. Diversi i punti all’ordine del giorno sui quali tutti gli attori intervenuti hanno concordato e cioè: estendere la sorveglianza Sanitaria alle altre sostanze pericolose; allargare il Fondo Regionale Vittime Amianto anche ad altri elementi nocivi; approvare il disegno di legge Casson, embrione di un atto d’indirizzo ministeriale che riaprirebbe i termini per la presentazione delle domande finalizzate ai risarcimenti previdenziali e, sui quali, c’era stata molta disinformazione; mappatura della presenza di amianto con conseguente bonifica e riconoscimento della malattia professionale all’atto della prima diagnosi e non dal mese successivo alla denuncia. Il professor Cosimo Lequaglie del Crob di Rionero in Vulture ed il Dottor Roberto Riverso, giudice del Tribunale di ravenna, hanno evidenziato rispettivamente l’importanza della sorveglianza sanitaria, dati i progressi fatti in campo medico scientifico e come, il diritto costituzionale alla salute e all’eguaglianza dei cittadini sia stato abbondantemente negato, pur, in presenza, di leggi a sostegno come la capofila legge nazionale 257/92. Rimarcato, inoltre, quanto sia difficile e costoso anche rivolgersi ai Tribunali: tempi lunghi, disattenzione e incompetenza. Molti di questi impegni, affinché non rimangano lettera morta, saranno concretizzati in vista della conferenza regionale di fine anno.

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