La proposta dell’Ugl per il ripianamento dei debiti agrari

Il Presidente dell'Ugl Coltivatori, Ninivaggi

Il Presidente dell'Ugl Coltivatori, Ninivaggi

MATERA – Ripianare le passività agrarie pregresse accumulatesi negli anni a causa delle ripetute avversità atmosferiche e di vari eventi naturali calamitosi. E’ lo scopo di una proposta di legge elaborata dall’Unione interprovinciale dell’Ugl Coltivatori di Matera e Bari che sarà presentata alla Regione Basilicata, dopo un’apposita raccolta di firme, come iniziativa popolare. Il testo, presentato questa mattina nella nuova sede materana del sindacato dal presidente dei Coltivatori, Pietro Ninivaggi, scaturisce dalla necessità di uno scatto di reni del settore primario che, tra le aziende lucane, sconta passività accumulatesi per un totale di oltre quattro miliardi e mezzo di euro. Una cifra allarmante alla quale si può far fronte mediante un fondo di solidarietà regionale compartecipato, tra il massimo ente territoriale e gli stessi imprenditori, aggirando, di fatto, la pressione fiscale e creditizia dell’erario e delle banche. Gli imprenditori agricoli lucani, insomma, non mirano ad un assistenzialismo pubblico a 360° gradi ed a finanziamenti a pioggia, bensì ad una auto-responsabilizzazione con un apporto istituzionale innanzitutto normativo e, soltanto in seconda battuta, economico. Lo stesso contributo che si chiede alla Regione per quanto concerne l’utilizzo e la produzione di energia pulita. L’Ugl Coltivatori ha già pronto un progetto di 450 milioni di euro per l’installazione di impianti da 1 Mega in altrettanti comuni del Materano. Occorre, però, per dare attuazione all’intervento, che il Consiglio regionale ratifichi al più presto il Piano energetico varato dalla Giunta nel maggio scorso. In attesa di questa approvazione prevista, secondo voci di corridoio potentine, per il prossimo ottobre, l’Ugl fa sapere che un’altra boccata d’aria per il settore agricolo regionale potrà arrivare nel 2012, quando sarà istituita la contabilità del Registro nazionale dei Crediti di Carbonio, previsti dal Protocollo di Kyoto. I terreni agricoli, infatti, mediante la fotosintesi clorofilliana, assorbono anidride carbonica e sprigionano ossigeno, incamerando sul fondo carbonio. Un vero e proprio tesoro, in senso lato, poiché esiste un sistema di crediti di indennizzo a livello europeo al quale gli imprenditori ancora oggi non riescono ad avere accesso.

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